Essere sfrattati per il proprio animale: ma è possibile?
Secondo le leggi, nessun divieto ai pet in casa. Eventuali limitazioni del proprietario sono legittime solo se inserite nel contratto di affitto.

Secondo le leggi, nessun divieto ai pet in casa. Eventuali limitazioni del proprietario sono legittime solo se inserite nel contratto di affitto.
Straordinario avvistamento nel perimetro del Parco Nazionale dove le fototrappole hanno immortalato il passaggio di un esemplare.
Il sindaco ha convinto il gestore del circo a rinunciare alle esibizioni con i grandi felini finché sarà nel suo Comune.
Gli animali erano rimasti isolati e avevano accumulato una dose eccessiva di “lana” che ne rendeva difficili anche i movimenti. Provvidenziale l’intervento delle squadre di recupero e la petizione di un italiano che vive nel Regno Unito.
Si è appena conclusa la prima fase del censimento annuale: un grande progetto di citizen science che da anni coinvolge la popolazione. Ed è fondamentale per stimare le specie più rischio come il kookaburra, che un tempo era molto diffuso e ora sta scomparendo.
Oggetto del filmato da diffondere sui social è l’interpretazione del più famoso “La La La La Lalla…” della storia del cinema, quello del “Coro dei Pompieri” del film cult “Altrimenti ci arrabbiamo”.
L’animale sedato e catturato dopo alcune ore di “libertà” è in buone condizioni. Ma il grosso felino a spasso per la cittadina laziale ha riacceso il dibattito sullo sfruttamento degli animali selvatici in questo tipo di spettacoli.
A salvarla, nei giorni scorsi, sono stati gli uomini e le donne del Centro di recupero per la Fauna selvatica del reparto Carabinieri Biodiversità di Fogliano, insieme al nucleo Carabinieri Forestali di Terracina.
La LAV chiede al presidente della Repubblica, trasformato su un murale nel santo che ammansiva il lupo, di «bloccare il più grande attacco alla fauna selvatica». Intanto il Parlamento lavora a pene più severe per chi maltratta gli animali.
È un barista di 23 anni di Lagonegro, in provincia di Potenza, e si chiama Cono La Veglia. Insieme al suo cavallo Jay di 14 anni, diventato cieco a causa di un glaucoma, ha intrapreso un pellegrinaggio attraverso mezza Italia per affidare il suo amico alle cure divine di San Francesco di Assisi, patrono degli animali.