La colonia: società felina per eccellenza

Elisabetta Scaglia, Medico veterinario | martedì 26 aprile, 2022

Nei gruppi di gatti che vivono in libertà, le femmine sono spesso imparentate tra loro e collaborano alla cura dei piccoli. Tra i membri della colonia si creano amicizie e un odore comune che li distingue dagli estranei.

Molto spesso, in ambito rurale o urbano, troviamo gruppi di gatti che vivono in libertà e costituiscono le cosiddette colonie. La colonia è la società felina per eccellenza: di tipo matriarcale, è costituita da femmine, spesso imparentate, e dai loro cuccioli. I gatti maschi, una volta raggiunta la pubertà, abbandonano il gruppo della madre (evitando così accoppiamenti tra gatti consanguinei). Il numero di gatti di una colonia varia in base alla disponibilità di risorse, cioè di cibo, spazio e partner per l’accoppiamento presenti nei dintorni. Le gatte che convivono nella colonia collaborano alla cura dei piccoli, che spesso nascono nello stesso periodo (si può osservare addirittura una sincronizzazione degli estri) e si osservano comportamenti cosiddetti “da ostetrica”, perché le gatte si aiutano durante il parto e nei momenti immediatamente successivi a esso. L’allattamento e la protezione dei piccoli delle altre gatte hanno in realtà un significato non così altruistico: le diverse femmine sono infatti imparentate strettamente tra loro (sono figlie, sorelle, nipoti), pertanto con questo comportamento contribuiscono alla sopravvivenza dei propri geni.

La caccia rimane un’attività in solitaria

A differenza della cura della prole, altre attività dei gatti di colonia restano solitarie, in particolare la caccia: questo perché il gatto cattura piccole prede e non ha quindi necessità di cacciare in gruppo, come avviene invece con il cane quando caccia prede di grandi dimensioni. Tra i gatti di colonia si instaurano rapporti amichevoli, spesso alcuni di loro trascorrono molto tempo insieme, leccandosi e dormendo a contatto. Si crea anche un odore comune, che caratterizza tutti i membri del gruppo e li distingue dai gatti estranei che, se si avvicinano alla colonia, vengono in genere allontanati in modo aggressivo. Con il passare del tempo, però, un gatto estraneo che graviti nei dintorni della colonia può essere accettato dal gruppo.  

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