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Cavallo sprofonda sul ponte: i pompieri lo salvano dopo 4 ore 

Ci sono volute ben 4 ore di duro lavoro, e diversi tentativi, per riuscire a recuperare senza danni un cavallo caduto da un ponte di legno e rimasto incastrato con le zampe posteriori. Per fortuna gli sforzi dei Vigili del fuoco, aiutati da un agricoltore, da un veterinario e dai proprietari dell’animale, hanno dato i loro frutti: l’animale è stato liberato, fortunatamente senza gravi conseguenze

di Manuela Chimera
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Questa storia poteva finire male. E per più di un motivo. Tuttavia, fortunatamente, grazie all’abilità e alla caparbietà dei Vigili del fuoco, che hanno lavorato senza sosta, il cavallo precipitato attraverso un ponte e rimasto incastrato con le zampe posteriori è stato salvato. 

E’ accaduto nel Regno Unito, più precisamente nel West Dorset, quando le squadre dei Vigili del fuoco di Bridport e di Weymouth sono state chiamate per un intervento urgente. Un cavallo, infatti, stava rischiando la vita. Il quadrupede era precipitato da un ponte, rimanendo però incastrato con le zampe posteriori. Intrappolato in tal modo, senza aiuti non sarebbe riuscito a sopravvivere.

Arrivati sul posto i soccorritori, ed esaminati la struttura del ponte e la modalità in cui il cavallo era bloccato, hanno subito escluso la possibilità di utilizzare le attrezzature di sollevamento standard che di solito usano in questi frangenti. Impossibile, poi, anche l’impiego di cinghie per sollevare l’animale.

Hanno così messo in atto un primo tentativo di salvataggio sui generis. In pratica hanno allestito una piattaforma sotto il cavallo, usando delle balle di fieno e dei pallet. L’intento era quello di riposizionare le zampe del cavallo in verticale, in modo che potesse liberarsi da solo.

Purtroppo, però, questo primo sistema non ha funzionato come sperato. Anzi, l’animale si stava stancando troppo, indebolendosi inutilmente. 

Così i soccorritori hanno dovuto ideare velocemente una seconda strategia. Era necessario liberare il cavallo quanto prima, anche perché le ore stavano trascorrendo e la luce del giorno calava sempre di più. Se fosse arrivata la notte, le operazioni di soccorso si sarebbero complicate ulteriormente.

Il secondo sistema di salvataggio studiato dai pompieri prevedeva l’ausilio di un agricoltore locale, “arruolato” nella missione. L’uomo ha fornito ai Vigili del fuoco un sollevatore telescopico, posizionato in modo da sostenere la parte posteriore del ponte.

Così facendo i soccorritori hanno potuto rimuovere in sicurezza il pavimento e le travi di sostegno dietro al cavallo. Il tutto ha permesso di abbassare il ponte. La speranza era che l’animale riuscisse a liberarsi e a scappare via. Ma la sorte ha fatto sì che anche questo tentativo non andasse a buon fine.

Il cavallo, infatti, spaventato e molto agitato, continuava a impennarsi e a furia di muoversi era scivolato ancora più in basso, finendo intrappolato quasi in verticale in ciò che restava del ponte. Alla fine i pompieri hanno dovuto prendere una decisione drastica: hanno smantellato tutta la parte del ponte dietro al cavallo, posizionando sotto l’equino delle balle di fieno. Se fosse caduto, sarebbe così finito su un gran “materasso” di fieno. Certo, era rischioso, ma non rimaneva altro da fare.

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Il cavallo rimasto incastrato sul ponte di legno è stato liberato grazie alla prontezza e alla caparbietà dei Vigili del Fuoco

Infine, hanno sollevato il ponte sopra l’animale, permettendogli di sfilarsene gradualmente. Così, finalmente, dopo quattro ore di duro lavoro, il cavallo è riuscito a liberarsi. Per guidare il quadrupede in salvo, i pompieri hanno costruito velocemente una rampa. 

Subito dopo il cavallo è stato visitato da un veterinario, perché non era ancora fuori pericolo. Liberarlo dal ponte in cui era incastrato era certo il primo passo indispensabile, ma bisognava assicurarsi subito che non avesse subito gravi lesioni.

In particolar modo era necessario capire se ci fossero uno o più arti fratturati. Questo perché, in caso di lesioni alle ossa degli arti, la situazione sarebbe stata drammatica. Purtroppo, infatti, quando un cavallo si frattura una zampa, nella maggior parte dei casi bisogna abbatterlo ricorrendo all’eutanasia.

Può sembrare una crudeltà terribile, eppure non c’è altra strada. Quando cani e gatti si rompono una zampa, è naturalmente possibile aiutarli grazie a interventi chirurgici di ortopedia, ma per gli equini la situazione è diversa.

Per diversi motivi, le zampe fratturate dei cavalli sono molto difficili da guarire. In primis, oltre al fatto che si tratta di una condizione per loro molto dolorosa, una frattura per guarire ha bisogno di riposo e di non caricare il peso del corpo sull’arto rotto. Cosa praticamente impossibile da fare con i cavalli. 

Sono animali, infatti, che dormono anche in piedi, che gravano tutto il peso del loro corpo proprio sugli arti (ed è un peso fra i 300 e i 500 kg) e che non riuscirebbero a stare fermi come necessario per far guarire una lesione del genere.

Oltre alle difficoltà di tenere immobilizzato un cavallo per tutto il tempo utile alla guarigione di un osso, anche qualora ci si riuscisse questo avrebbe un impatto negativo sia sulla psiche del cavallo (sono animali preda, il loro istinto li porta a muoversi e scattare, non possono stare fermi per lunghi periodi), sia sul resto dell’organismo (anche la funzionalità dell’apparato gastrointestinale potrebbe risentire dell’eccessiva immobilità, conducendo a coliche mortali).

Altro dato da tenere in considerazione è che, se il cavallo non può caricare il peso sulla zampa infortunata, questo vuol dire che lo scaricherà sulle tre zampe restanti. Ma tale sovraccarico potrebbe, a sua volta, provocare lesioni anche nelle zampe sane, fra cui la temuta laminite, una infiammazione grave dei piedi del cavallo, che può portare all’ischemia. In parole semplici, gli zoccoli dei cavalli funzionano come una sorta di pompa che spinge il sangue dal basso verso l’alto, permettendo il ritorno venoso del sangue al cuore. Ma se il cavallo ha un osso rotto e non può muoversi, lo zoccolo non può svolgere la sua funzione, bloccando così il flusso sanguigno.

Infine, i cavalli solitamente tollerano male imbracature e immobilizzazione, agitandosi e rischiando di ferirsi ancora di più. Alla luce di tutti questo, è chiaro che il cavallo del ponte del West Dorset ha veramente rischiato grosso. Fortunatamente, però, il veterinario che lo ha esaminato ha trovato solamente piccoli graffi e contusioni: le zampe erano salve, nessuna frattura.
Una bruttissima avventura finita per il meglio sempre grazie ai Vigili del fuoco che, anche quando si tratta di animali da salvare e non di persone, non si danno per vinti e non si arrendono finché non portano a termine la missione.

Foto: IPA e Facebook / Bridport Fire Station 

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