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Kukur Tihar, la magia della festa in cui gli uomini ringraziano i cani 

Forse non tutti sanno che in Nepal esiste una bellissima ricorrenza dedicata agli amici a quattro zampe. Si chiama Kukur Tihar, viene organizzata ogni anno e fa parte del Festival delle Luci. Si tratta di un’antichissima tradizione durante la quale gli uomini ringraziano i cani per l’amicizia dimostrata, celebrandone la fedeltà e l’abnegazione

di Manuela Chimera
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Fra le ricorrenze dedicate ai nostri amici a quattro zampe, ce n’è una in particolare che vuole ricordarci quanto sia importante l’amicizia e il sostegno dei cani. E’ il Kukur Tihar (kukur in nepalese significa cane), una festa nepalese antichissima dedicata proprio ai nostri compagni di vita.
Il Kukur Tihar o Kukur Puja fa parte del più ampio festival del Tihar. E’ una delle ricorrenze più importanti del Nepal e, se avrete la fortuna di trovarvi Pel paese nel mese di kartik (che coincide con la fine di ottobre e l’inizio di novembre), potrete assistervi e parteciparvi.

Il Tihar è una festività induista che dura in totale cinque giorni. Noto anche come Festival delle Luci, è una celebrazione dedicata agli dei, in particolare a Laxmi, la dea della ricchezza, della prosperità e dell’abbondanza. In quei giorni tutte le case vengono decorate con candele, lucine e incensi, in modo da invogliare la dea Laxmi a portare benessere nelle abitazioni. Inoltre gli abitanti disegnano dei Rangoli (zone decorate) sul pavimento di case e cortili, usando farina, sabbia, riso colorato o anche petali, per dare il benvenuto alle divinità. 

Un’altra leggenda collega la storia del Tihar al “Mahabharata”, poema epico che racconta la guerra dei cinque fratelli buoni Pandava contro i cugini Kaurava. Nel sanguinoso conflitto, i Pandava sono guidati e protetti da Krishna, la divinità indiana. Secondo il poema, i Pandava avevano deciso di viaggiare verso il paradiso insieme al loro cane. Erano anzi pronti a rinunciare al paradiso se non avessero potuto portare con loro il cane. Questa decisione fece colpo su Indra, il re degli dei, il quale decise così di spalancare loro le porte del cielo.

Il primo dei cinque giorni di festeggiamenti è il Kag Tihar, dedicato ai corvi. Considerate che in Nepal i corvi sono animali sacri, dunque è di buon augurio fornire loro del cibo.
Il secondo giorno è poi il Kukur Tihar, durante il quale si celebrano i cani. In Nepal i cani sono considerati i custodi della morte, alla stregua degli psicopompi di tante credenze antichissime, figure che conducono il defunto nell’aldilà. Una leggenda narra che Yamaraja, il dio della morte, abbia due cani a guardia della porta degli inferi.

per Interno
Foto: IPA



Durante il Kukur Tihar i cani sono festeggiati come semidei: ricevono cibo prelibato e vengono agghindati e decorati sontuosamente. La loro testa o la fronte sono dipinte con la tikka o pundra (una sorta di pasta preparata con polvere rossa, yogurt e riso), mentre al collo viene messa loro una ghirlanda di fiori (chiamata malla). Per questo motivo, passeggiando per strada quel giorno speciale si incontrano, liberi, cani bellissimi e adornati, che sembrano usciti da una favola.
Tutti i quattrozampe, sia quelli di proprietà sia quelli randagi, sono coccolati con cibo e regali. E ai cani poliziotto nepalesi viene concesso un giorno libero, con tanto di marcia a loro dedicata.

Il terzo giorno del Tihar, invece, inizia con la celebrazione delle mucche. Questi bovini, infatti, sono gli animali nazionali del Nepal, oltre che essere gli animali sacri dell’Induismo. Anche loro ottengono la tika sulla fronte e le ghirlande di fiori intorno al collo. Poi si offre loro abbondante frutta.
Il quarto giorno i festeggiamenti cambiano a seconda delle zone del Nepal. C’è chi celebra il bue con apposite preghiere, mentre altri festeggiano il capodanno. Quindi spazio alle ragazze che indossano gli abiti tradizionali.
Infine, il quinto giorno c’è il Bhai Tika, il momento in cui le sorelle invocano benedizioni per i fratelli, ringraziandoli per la loro protezione, e i maschi ringraziano con ricchi doni.

Chi ha assistito al Kukur Tihar racconta di un festival indimenticabile dedicato al culto dei cani. Se in quel giorno qualcuno tratta male un cane, il suo gesto viene considerato un peccato. Da una simile tradizione millenaria potremmo “prendere in prestito” proprio questo: il rispetto per i nostri quattrozampe e la sensibilità di ringraziarli per quanto ci sono devoti e ci amano ogni giorno.

Foto. IPA

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