Roma, il sindaco mette le rondini al sicuro

Redazione | giovedì 14 aprile, 2022

Nidi e uova più protette grazie a un’ordinanza firmata dal primo cittadino Roberto Gualtieri. Una presa di posizione salutata con soddisfazione dall’Oipa e importante anche per contrastare il proliferare delle zanzare. Ogni coppia per sfamare i piccoli ne può catturare, infatti, fino a 6mila al giorno.

Nidi protetti, per legge. Creati con cura da rondini e balestrucci con fango, rametti e piume, saranno tutelati dalla città di Roma fino al 30 novembre 2022, grazie a un’ordinanza firmata dal sindaco Roberto Gualtieri. Come rende noto l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), i romani dovranno dunque provvedere «alla loro tutela e protezione, anche nelle fasi iniziali della costruzione. La tutela dei nidi si deve estendere anche al periodo migratorio – autunno e inverno – perché rondini e balestrucci, tornando a nidificare, usano gli stessi nidi per più anni di seguito». Ma perché si è resa necessaria addirittura una norma ufficiale? Rita Corboli, delegata dell’Oipa di Roma, spiega che a volte la presenza dei ripari viene confusa con un problema di decoro urbano: «Alcuni arrivano a distruggere i nidi “perché sporcano” e molte imprese edili non si fermano di fronte a un nido abitato. Ci arrivano molte segnalazioni di questo tipo». L’ordinanza va in realtà a rafforzare una legge già esistente che dal 1992 vieta l’uccisione di nidiacei e individui adulti e la distruzione di nidi e uova. Questo perché i volatili considerati dalla norma romana sono specie che il progetto Mito2000 (Monitoraggio italiano ornitologico) considera «in via di rarefazione».

La salvaguardia dei nidi e quindi di rondini e balestrucci è anche funzionale alla lotta del tutto umana contro gli insetti. «Come evidenziato da diversi studi scientifici», si legge nel provvedimento del Campidoglio, «ogni coppia per nutrire se stessa e i piccoli può catturare fino a 6mila insetti al giorno nella stagione riproduttiva». Tutelare questi volatili dunque è molto utile anche per l’uomo. Che oltre a evitare di distruggere i nidi, perlomeno nella Capitale, dovrà cercare invece di agevolarne la costruzione. Per esempio utilizzando, sotto i cornicioni, un apposito intonaco rugoso per una fascia di almeno 50 centimetri. I sottotetti invece «vanno mantenuti con un angolo retto di 90 gradi». E per facilitare la nidificazione, è anche previsto «nel rifacimento o nelle ristrutturazioni dei tetti» che siano «lasciate aperte le cavità di tutte le tegole poste in prima fila», luoghi protetti e privilegiati per deporre le uova in tutta serenità.

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