Futuro a rischio per gli squali e le razze

Alessio Pagani | martedì 24 gennaio, 2023

Quelli che vivono nelle barriere coralline sono tra gli animali più minacciati al mondo. Colpa della pesca eccessiva e dei cambiamenti climatici.

Per loro il futuro non è affatto roseo. Anzi. Sulla sorte di squali e razze che vivono nelle barriere coralline aleggia un rischio di estinzione addirittura doppio rispetto a tutte le altre specie. Dato che fa di loro il gruppo di animali più minacciato al mondo, insieme con i mammiferi marini. È quanto ha scoperto uno studio guidato dall’ateneo canadese Simon Fraser University e dall’università australiana James Cook, che è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications. I risultati sono una sorta di monito: «Senza azioni immediate per migliorare la conservazione di queste specie, il loro declino potrebbe avere gravi conseguenze, sia per la salute delle barriere coralline, sia per le centinaia di milioni di persone che vivono nelle comunità costiere e che dipendono da questi ecosistemi».  

Partendo dai dati contenuti nella Lista Rossa delle specie minacciate dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn), i ricercatori guidati da Samantha Sherman della Simon Fraser University e Colin Simpfendorfer della James Cook hanno, infatti, valutato il rischio di estinzione di tutte le 134 specie di squali e razze associate alla barriera corallina, mettendole anche a confronto con gli altri esseri che popolano questi habitat. 

Drammatici i risultati: i ricercatori hanno scoperto che «il 59% del gruppo di squali e razze che vivono nella barriera è a rischio di estinzione, circa i due terzi». La principale minaccia per questi animali arriva dalla pesca eccessiva, seguita dalla perdita delle condizioni ambientali in cui possono riprodursi e dal cambiamento climatico. Anche per questo, il rischio di estinzione è risultato maggiore per le specie di grandi dimensioni più comuni, come lo squalo toro e la manta della barriera corallina, entrambe presenti nelle acque di oltre 60 Paesi. Inoltre, la minaccia è grande soprattutto in quelle nazioni dove la pressione esercitata dalla pesca è forte e le politiche regolatorie e di tutela deboli, come Brasile, Tanzania e Indonesia. 

(Foto d’apertura: IPA)

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