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Uno, due… cra! Sorpresa: le cornacchie sanno contare

Una ricerca rivoluzionaria pubblicata su “Science” svela la loro eccezionale abilità di contare ad alta voce fino a 4, emettendo vocalizzi proporzionali a stimoli visivi o sonori. Un talento straordinario per un animale, accostabile all’apprendimento dei numeri per i bambini. Leggi l’articolo per scoprire come questi pennuti hanno stupito gli scienziati, evidenziando capacità cognitive davvero evolute.

di Pietro Santini
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Che le cornacchie, come i corvi, fossero animali dotati di un’intelligenza particolare di sapeva. Sono capaci di usare oggetti e possiedono una capacità di apprendimento paragonata dagli scienziati addirittura a quella di un bambino umano piccolo.
Più vengono studiate, più le cornacchie riservano però sorprese, rivelando un’intelligenza che va ben oltre le semplici abilità di sopravvivenza. Questi animali, infatti, sembrano possedere capacità cognitive molto evolute soprattutto nell’apprendimento di concetti astratti come i numeri.

Una ricerca rivoluzionaria pubblicata di recente sulla prestigiosa rivista “Science” ha dimostrato che le cornacchie possono contare ad alta voce fino a quattro, emettendo una serie di vocalizzi proporzionali al numero mostrato loro attraverso simboli visivi o acustici. Un’abilità affascinante, mai riscontrata prima in altre specie animali.

Gli studiosi dell’Università di Tubinga, in Germania, hanno addestrato tre cornacchie ad associare stimoli arbitrari come forme colorate o brevi melodie a quantità comprese tra uno e quattro. Mostrato il segnale, gli uccelli dovevano emettere il corrispondente numero di “cra” per ricevere una ricompensa. Un compito tutt’altro che banale che questi uccelli hanno dimostrato di saper svolgere con relativa facilità.

Non solo riuscivano a produrre la sequenza vocale corretta, ma i ricercatori hanno notato che il tono e il ritmo del primo verso emesso anticipavano il totale dei gracchii che l’animale si accingeva ad emettere. Un chiaro segno di pianificazione dell’intera esecuzione vocale, capacità che finora veniva associata solo alla mente umana.

Inoltre, analizzando gli errori commessi dai pennuti durante il compito, si è scoperto che le “sviste” erano simili a quelle dei bambini che iniziano a contare: qualche volta un vocalizzo in più o in meno, ma mai grossolani sbagli come “pronunciare” un numero totalmente diverso.

Questi risultati indicano che le cornacchie possiedono una vera cognizione numerica non simbolica, simile a quella dei “cuccioli d’uomo” quando iniziano ad apprendere la corrispondenza tra oggetti e quantità. Un sistema di calcolo approssimativo mentale, comunque già molto avanzato e accurato, che secondo i ricercatori potrebbe rappresentare un antenato evolutivo del vero “contare” dei simboli astratti tipico della nostra specie.

Le cornacchie, così come altri corvidi, ad esempio le ghiandaie, risolvono problemi complessi utilizzano strumenti in modo elaborato, hanno eccellenti capacità mnemoniche e riescono persino a riconoscere i volti umani.

Con questa nuova scoperta, l’elenco delle abilità cognitive dei corvidae si allunga ancora. Un’ulteriore prova del fatto che non siamo gli unici esseri senzienti sul pianeta ad avere un’intelligenza evoluta e articolata.

Se è vero che l’uomo rimane imbattibile per la complessità del pensiero astratto e creativo, è altrettanto vero che è arrivato il momento di smettere di considerare gli uccelli come esseri irrazionali e istintivi, riconoscendo invece le straordinarie facoltà mentali di questi animali meravigliosi e troppo spesso sottovalutati.

Foto: IPA

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