Mamma orca trasporta per giorni il cucciolo senza vita: è la seconda volta che perde un neonato
Il video e le fotografie di questa madre addolorata hanno commosso il mondo. L’esemplare, monitorato da anni dai centri di ricerca e di tutela della specie, è stato di nuovo avvistato mentre nuota trascinando con la testa un suo cucciolo che non ce l’ha fatta. Una vicenda straordinaria che ci richiama al nostro ruolo di custodi del pianeta: restano solo 73 orche in tutto il mondo!
di Marta Mancosu
Tahlequah, o J35, è un nome che non lascia indifferente chiunque ami gli animali e la natura. Quest’orca straordinaria, appartenente alla popolazione delle orche residenti del Pacifico nord-occidentale, è diventata un simbolo di amore materno nel 2018, quando trasportò per ben 17 giorni e circa 1.600 km il corpo senza vita del suo cucciolo. Una storia straziante, che ora si ripete: Tahlequah ha di nuovo perso un cucciolo, una femmina, e il suo dolore è visibile e toccante come allora.
Una nuova tragedia per Tahlequah
Proprio come sette anni fa, Tahlequah si è trovata a rivivere lo stesso dolore, se non più forte. Questa volta, la sua cucciola pare essere morta poco dopo il parto e la madre è stata avvistata mentre trasportava la sua creatura sopra la testa, immergendosi più volte per recuperarla quando scivolava via. Un comportamento che non solo è raro, ma che dimostra ancora una volta di quanto le emozioni degli animali possano essere profonde, specie quando si tratta di orche, ma ancora di più quando si tratta di rapporto madre-figlio.
La notizia è stata confermata dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration Fisheries), agenzia federale statunitense che da anni monitora e protegge la fauna marina.
I ricercatori osservavano come di consueto i movimenti dell’orca e della sua prole, notando già una certa difficoltà il giorno della Vigilia di Natale. La conferma della morte della cucciola è arrivata a Capodanno, quando ormai mamma orca stava già trasportando il corpicino senza vita della sua piccola.
A descrivere la scena è stato Brad Hanson, ricercatore del NOAA, il quale ha sottolineato quanto siano eccezionali manifestazioni di lutto così evidenti negli animali marini. Il video, diventato virale, riprende mamma orca trascinare il corpo della sua cucciola senza vita, ma offre anche un altro grande sguardo emotivo: il dolore di Tahlequah è condiviso anche dal branco, che esattamente come nel 2018 sembra fare a turno per sostenerla nel suo nuovo dolore.

Il lutto di Tahlequah e quel legame indissolubile
Le orche del Pacifico nord-occidentale sono note per i loro stretti legami familiari. Vivono in gruppi matriarcali, in cui la madre ha un ruolo centrale per tutta la vita dei suoi figli. Questo spiega il profondo senso di perdita che Tahlequah sta manifestando.
Trasportare il corpo della cucciola è il suo modo di elaborare il lutto, un comportamento che i ricercatori del Centre for Whale Research hanno osservato in diverse specie, come delfini e primati.
La vicenda commovente di Tahlequah è un monito potente sulla necessità di riconoscere che gli animali non solo vivono emozioni, ma possono anche soffrire per la perdita dei loro cari, proprio come noi.
Una popolazione in pericolo: le orche sempre più a rischio estinzione
La popolazione delle orche del Pacifico è in grave pericolo. Attualmente se ne contano solo 73 individui, numero impressionante e così esiguo da averle trasformate in una delle specie più a rischio dell’intero pianeta.
Le sfide che devono affrontare questi splendidi cetacei sono numerose: la scarsità di salmone reale (la loro fonte primaria di cibo), l’inquinamento delle acque e il traffico navale che disturba la loro comunicazione nei momenti di caccia, rendendoli quasi del tutto impossibili.
Secondo il NOAA, circa il 50% dei cuccioli di orca non sopravvive al primo anno di vita. Le morti neonatali, proprio come quelle di due dei quattro cuccioli di Tahlequah, sono un chiaro sintomo allarmante di uno squilibrio ecologico che mette in serio pericolo l’intero ecosistema marino del Pacifico nord-occidentale.
L’urgenza di agire: perché non ci sia nessun’altra Tahlequah
La vicenda di Tahlequah è un richiamo urgente all’azione. La sopravvivenza delle orche residenti nel Sud dipende anche da noi: è essenziale proteggere e ripristinare gli habitat del salmone reale, ridurre l’inquinamento e regolamentare il traffico navale nelle aree sensibili. Solo attraverso uno sforzo collettivo si potrà garantire un futuro a questa popolazione straordinaria.
Ogni piccola azione conta: dal supporto a programmi di conservazione alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività umane quotidiane.
Un messaggio per il futuro
Tahlequah non è per noi solo un’orca: è il simbolo della lotta per la sopravvivenza in un mondo sempre più ostile agli animali selvatici. La sua determinazione e il suo evidente dolore ci ricordano che ogni vita è preziosa e che il nostro rapporto con la natura deve essere basato sul rispetto e sulla protezione.
Questa storia, con la sua tragicità, ci invita a riflettere sul nostro ruolo come custodi del pianeta. Abbiamo il dovere di agire, non solo per Tahlequah e la sua famiglia, ma per tutte le specie che dipendono da un ambiente sano e bilanciato. Perché, in fondo, salvaguardare la biodiversità significa salvaguardare anche noi stessi.
In apertura: Un elemento del branco aiuta la madre a spingere il cucciolo senza vita.
Foto: @noaafisherieswestcoast
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