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Il ritorno del gatto selvatico sull’Appennino

Fino a non molto tempo fa la presenza del gatto selvatico europeo era solo un sospetto, ma recentemente alcune immagini ne hanno dato conferma. La riserva naturale Oasi Dynamo, affiliata al WWF Italia ha fornito alcune foto ad alta definizione raccolte nel territorio di San Marcello Piteglio (Pistoia).

di Chiara Soriano
Gatto selvatico con occhi verdi si trova su rami innevati e frondosi in un bosco.

Fino a non molto tempo fa la presenza del gatto selvatico europeo era solo un sospetto, ma recentemente alcune immagini ne hanno dato conferma. La riserva naturale Oasi Dynamo, affiliata al WWF Italia ha fornito alcune foto ad alta definizione raccolte nel territorio di San Marcello Piteglio (Pistoia).

Le prove

Nella riserva sono state installate alcune fototrappole da cui sono stati ricavati video e foto che documentano la presenza stabile di almeno tre individui con caratteristiche tipiche della specie. Le immagini mostrano evidenti segni fenotipici come la coda robusta e inanellata, la striatura del mantello e la demarcazione cromatica tra dorso e fianchi, elementi che permettono di distinguere il gatto selvatico (Felis silvestris silvestris) dal gatto domestico (Felis catus).

Il primo indizio risaliva a marzo 2022, quando una fototrappola dell’Oasi aveva registrato immagini suggestive ma non definitive di un esemplare potenzialmente riconducibile alla specie. Quei fotogrammi erano stati sottoposti al direttore del Museo di Storia Naturale della Maremma e referente nazionale del progetto di monitoraggio del gatto selvatico. Andrea Sforzi aveva già evidenziato la presenza degli elementi morfologici principali.

Da allora, la riserva ha messo in atto un monitoraggio continuativo, utilizzando tecnologie sempre più sofisticate. In primis la reflex trap ad alta definizione, grazie alla quale sono state ottenute immagini più nitide e frequenti del felino nei suoi movimenti naturali. Parallelamente all’osservazione visiva, sono state introdotte tecniche non invasive di hair‑trapping. Alcuni paletti sono stati ricoperti con attrattivi naturali che inducono l’animale a strofinarsi, lasciando campioni di peli utili per analisi future, inclusa quella genetica.

Cosa emerge da questa scoperta?

La conferma della presenza del gatto selvatico europeo in questa porzione dell’Appennino dà un’importante indicazione sulla salute degli ecosistemi locali. La specie, elusiva e sensibile alle alterazioni dell’ambiente, è considerata un indicatore biologico delle condizioni di integrità forestale e della qualità degli habitat. La sua presenza stabile suggerisce che le foreste dell’Appennino pistoiese possiedono caratteristiche favorevoli per il mantenimento di una fauna selvatica ricca e relativamente incontaminata.

Oasi Dynamo non si limita alla sola raccolta di immagini. Oltre al monitoraggio tecnico, la riserva porta avanti iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento della comunità locale attraverso programmi educativi e momenti di divulgazione ambientale. Queste attività sono pensate per aumentare la consapevolezza sull’importanza della biodiversità e rafforzare la cultura della conservazione ambientale tra cittadini e visitatori.

La conferma del ritorno o della presenza stabile del gatto selvatico europeo sull’Appennino pistoiese rappresenta quindi una notizia significativa per la conservazione italiana. Non si tratta di semplice curiosità naturalistica. Abbiamo un segnale dalle specie più elusive e minacciate dei boschi che gli sforzi di tutela e monitoraggio stanno iniziando a restituire risultati concreti.

Foto: Shutterstock

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