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Gordo Alberto, l’orso più grosso (e grasso) del mondo. Amato da grandi e piccini, ora è in pericolo

E’ stato immortalato nelle foto di Ed Boudreau ed è diventato virale. Purtroppo, però, così come tutti gli orsi bianchi, anche lui rischia la pelle. Perché? Colpa del cambiamento climatico e del surriscaldamento globale: la riduzione degli habitat e delle fonti di cibo mettono a serio rischio la sopravvivenza degli orsi polari

di Manuela Chimera
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Quello che vedete in foto è Gordo Alberto. Chiamato anche Fat Albert, o Gordo Albert (gordo in spagnolo vuol dire “grasso”), forse lo ricorderete perché nel 2023 divenne famoso come l’orso più grosso e grasso del mondo. Ora ha fatto di nuovo capolino in Alaska e si torna a parlare di lui perché è un esemplare eccezionale. E dall’aspetto simpaticissimo.

Le immagini scattate dal fotografo naturalista Ed Boudreau avevano fatto il giro del mondo, tanto da rendere Alberto un fenomeno virale.
Lo stesso Boudreau aveva postato gli scatti sui social: era stato lui a battezzarlo affettuosamente Fat Alberto. L’orso si trovava a Barter Island, in Alaska. La sua pelliccia non era esattamente candida, ma questo solo perché si era sdraiato nella sabbia. E il nome gli era stato affibbiato per via della sua mole eccezionalmente imponente.

Le foto, scattate mentre Gordo Alberto si dirigeva verso un molo dove spesso i pescatori della zona offrono grasso di balena agli orsi, sono state fatte da 40 metri di distanza, eppure si vede bene quanto l’orso sia fuori misura.

La sua stazza è tale da averlo reso subito un fenomeno virale. Il suo peso si aggira sui 679 chilogrammi, superando dunque di parecchio la media di questa specie. Considerate, infatti, che un orso bianco (Ursus maritimus è il suo nome scientifico) in media pesa 450 chili se maschio e 150-250 chili se è femmina. Probabilmente tutto quel grasso di balena datogli in pasto ha contribuito a fargli… mettere su qualche chilo di troppo!
Nonostante i commenti entusiasti degli utenti queste foto magnifiche devono far riflettere.

Gli orsi polari, anche a causa dei cambiamenti climatici, sono a rischio estinzione. Secondo un’indagine pubblicata sulla rivista “Nature”, intorno al 2100 gli orsi bianchi potrebbero estinguersi. 19 le colonie esistenti ad oggi, in cui sopravvivono solamente 26mila esemplari. E queste colonie sono localizzate in un’area del Polo Nord che va dalle isole Svalbard, in Norvegia, fino alla Baia di Hudson, in Canada.

Il problema è che, nel corso degli ultimi anni, la popolazione di orsi si sta drasticamente riducendo, soprattutto in alcune zone. Proprio in Alaska, nel Mare di Beaufort, il numero di esemplari è diminuito del 25-30%. Peggio va nella Baia di Hudson, con un calo del 33%.

I cambiamenti climatici stanno rendendo impossibile la vita agli orsi polari. Non solo il loro habitat sta scomparendo, ma anche le fonti di cibo scarseggiano. Gli orsi bianchi, infatti, si nutrono principalmente di foche. Ma i ghiacci marini si sciolgono per le temperature troppo calde, rendendo per questi candidi plantigradi molto difficile la caccia. Così gli orsi sono costretti a cercare alimenti diversi, ma non sempre riescono a trovarli.

La popolazione di Kaktovik, che dà a questi animali il grasso di balena da mangiare, certo pensa di fare del bene e di aiutarli a sopravvivere. Ma non è poi così vero: questo ha fatto sì che orsi come Alberto diventino eccessivamente grassi, pesanti, e che non siano in buona salute.

Dobbiamo dunque sbrigarci a trovare un modo per ridurre il surriscaldamento globale prima che la situazione peggiori oltre il punto di non ritorno. Anche perché, se è vero che i primi a farne le spese saranno proprio le specie vulnerabili come l’orso bianco, non dobbiamo dimenticarci che anche l’uomo subirà le conseguenze di ogni perdita di habitat e di biodiversità.

Foto: IPA

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