Fotografato per la prima volta un gatto di Pallas
Il WWF India insieme al Dipartimento Forestale dell’Arunachal Pradesh ha condiviso a inizio settembre la prima fotografia del gatto di Pallas (Otocolobus manul) nella regione dell’Arunachal Pradesh, nell’Himalaya orientale. L’immagine è stata catturata da una fototrappola a quasi 5.000 metri d’altitudine (circa 4.992 metri), in un ambiente di montagna remoto e spesso innevato.
di Chiara Soriano
Dove, come e perché è stato possibile
La scoperta è il risultato di una survey molto ampia durata quasi otto mesi, realizzata con ben 136 fototrappole distribuite tra luglio e settembre 2024 in 83 siti sparsi su circa 2.000 km² di terreno montano tra i distretti di West Kameng e Tawang. Le alture, le condizioni climatiche estreme, la scarsissima presenza umana hanno reso l’operazione impegnativa, ma fondamentale per la ricerca.

Anche altri felini sono stati documentati a quote record, come il leopardo comune (≈ 4.600 m), il leopardo nebuloso (≈ 4.650 m) e il gatto marmorizzato (oltre 4.300 m).
Una scoperta significativa
Nel 2019 una spedizione organizzata dal National Geographic aveva attestato la presenza di almeno due esemplari di gatto di Pallas all’interno del Parco Nazionale di Sagarmartha sul fianco meridionale dell’Everest. Oggi la prima prova fotografica certa di questo animale nell’Arunachal Pradesh espande la distribuzione nota della specie nell’Himalaya orientale (finora documentata in Sikkim, Bhutan e Nepal orientale).
Il gatto di Pallas tollera condizioni estreme, altissime quote e habitat aspri, col freddo intenso e scarsa vegetazione – adattamenti che ne fanno un animale davvero resistente.
Sfide e questioni aperte
Anche se la fotografia è una conferma preziosa, restano molte incognite. In primis quanto sia stabile la popolazione del gatto di Pallas in queste aree: quanti individui ci sono davvero, se ci sono colonie ben costituite o se si tratta solo di transiti sporadici. Inoltre ancora non si conosce la durata della permanenza a queste quote estreme, come cambiano i comportamenti stagionali e qual è la disponibilità delle prede come piccoli roditori.
Come sempre minacce come il cambiamento climatico, la perdita dell’habitat alpino, la competizione con altri predatori o i disturbi dovuti alle attività umane rischiano di compromettere la sua sopravvivenza.
Uno sguardo al futuro
Questo primo scatto è una finestra aperta su un mondo silenzioso e spesso invisibile. Il gatto di Pallas sull’Himalaya orientale ci ricorda che anche dove il terreno è ostile, dove l’aria è rarefatta, la vita selvatica persiste. Ha senso, ora più che mai, investire in ricerca, conservazione, protezione dei pascoli alpini, e nel dialogo con realtà locali per garantire che questi felini continuino a scrutare le montagne.
Foto di apertura: WWF India
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