Il cucciolo e i bisogni fuori casa, il segreto è la pazienza
Impostare una routine e avere tanta costanza sono consigli fondamentali per educare il cucciolo ai suoi bisogni. Gli incidenti non mancheranno, ma punirlo è inutile.
di Marco Pastore
Riconoscere il “momento giusto”
Osservando il vostro cucciolo è in genere semplice capire quando sta per fare i suoi bisogni: annusa o raspa per terra, gira in tondo e mostra segni di nervosismo. È il momento di portarlo fuori. È importante scegliere poche aree esterne e ritornare sempre su quelle. Se non succede niente dopo 5-10 minuti, attendete mezz’ora e portatelo di nuovo fuori. Una volta all’esterno è bene non distrarre il piccolo e permettergli di annusare a terra perché questo rappresenta la fase iniziale del comportamento eliminatorio. Quando si osserva l’acquattamento o l’atto eliminatorio, è fondamentale premiare il cucciolo con una gustosa ricompensa, una carezza e una parola di lode come “bravo”. Nei primi mesi di vita il cucciolo sviluppa una preferenza per il tipo di substrato (terra, erba, asfalto ecc.) su cui sporcare, ma è necessario anche tenere presente che saprà controllare completamente e quindi aspettare “il posto giusto” solo intorno al terzo o quarto mese di vita. Occorre quindi essere pazienti e costanti portando spesso fuori il nostro amico a quattro zampe per una decina di minuti al mattino, dopo che si è svegliato e che ha mangiato. I cuccioli, infatti, hanno un elevato metabolismo e una vescica piccola.
Stabilire una routine
La cosa migliore è creare una routine, dando da mangiare al cane sempre alla stessa ora e portandolo fuori a orari stabiliti. Nelle prime settimane il cucciolo “non tiene” a lungo. Come linea guida pratica:
- a 2-3 mesi: uscite molto frequenti (anche ogni 1-2 ore), sempre dopo sonno, gioco e pasti;
- a 4-5 mesi: la finestra si allunga gradualmente (3-4 ore in media);
- verso i 6 mesi: molti soggetti raggiungono un controllo più affidabile, ma ogni cane ha i propri tempi.
Stabilite orari fissi per pasti e uscite: la prevedibilità aiuta la fisiologia e riduce gli “incidenti”.
Gestione della notte e dei “salvagenti” d’emergenza
Di notte impostate una o due uscite programmate nelle prime settimane, poi diradate. Se proprio serve un “paracadute”, potete usare il tappetino igienico in un’area limitata e lontana dalla zona riposo/pappa. L’obiettivo, però, è abbandonarlo appena possibile per non confondere il cucciolo tra dentro e fuori.
Pulizia e odori: cosa usare (e cosa no)
Quando si torna a casa e si trova la pipì o le feci sparse in giro, il cane non va punito, è inutile. È bene portarlo in un’altra stanza e pulire le sue deiezioni con acqua calda e sapone, aceto bianco o bicarbonato di sodio, evitando l’utilizzo di ammoniaca o candeggina che fissano gli odori e stimolano il cucciolo a fare i propri bisogni sempre in quella zona della casa. E ricordatevi, il segreto è la pazienza.
Quando consultare il veterinario o un educatore
Se il cucciolo urina molto spesso in piccole quantità, piange quando elimina, ha feci molli persistenti o improvvisi regressi, sentite il veterinario: potrebbero esserci cause mediche. Se gli incidenti continuano oltre i 6-7 mesi o compaiono comportamenti di marcatura in casa, un educatore cinofilo può impostare un piano personalizzato.
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