Nelle strade di New York a comandare sono i randagi!
Con una popolazione tra i 500 mila e un milione di gatti, in aumento per il crescente numero di abbandoni, la metropoli statunitense si divide su come affrontare questa che sembra proprio una pacifica invasione.
di Lorenzo Sangermano
Il numero di cani randagi nei rifugi per animali di New York continua ad aumentare e ora, con l’aumento anche delle colonie di gatti senza, la città si trova di fronte a una doppia sfida. Questa crisi ha colpito le strutture di accoglienza per animali, che sono diventate sempre più affollate, maleodoranti e caotiche.
I dati raccolti nei primi cinque mesi dell’anno presso i tre centri dell’Animal Care Center (ACC) mostrano un incremento del 50% dell’afflusso di cani randagi rispetto al 2022, con oltre 1.200 nuovi arrivi. Una delle cause principali dell’abbandono dei cani da parte dei proprietari è l’aumento del costo della vita a New York, che rende difficile mantenere gli animali domestici.
Katy Hansen, portavoce dell’ACC, ha sottolineato le difficoltà che gli animali devono affrontare in queste strutture sovraffollate, sia fisicamente che psicologicamente e a rischio è il loro benessere, sotto molti aspetti: a partire dal frastuono costante, che per loro può essere davvero stressante. Molti di questi cani randagi sono stati adottati durante la pandemia, probabilmente per tenere compagnia alle persone in isolamento: finita l’emergenza sanitaria e con il sopraggiungere della crisi economica, i proprietari se ne sono vigliaccamente sbarazzati.
E lo stesso problema riguarda da qualche tempo anche i gatti, che stanno diventando un’emergenza. L’aumento delle adozioni sempre durante il periodo del Covid, insieme alla temporanea sospensione dei programmi di sterilizzazione e ai rincari del prezzo dell’alimentazione per i mici, hanno portato a una crescente popolazione di gatti senza casa. Si stima che da 500mila a un milione di esemplari vaghino per la città, con avvistamenti in tutti i sobborghi.
Will Zweigart, fondatore della clinica veterinaria Flatbush Cats di Brooklyn, ha dichiarato che la situazione è peggiore che mai, con gattini abbandonati e gatti randagi ovunque. Convivendo con una popolazione di topi stimata in 2 milioni, le prede per i gatti non dovrebbero mancare: eppure, secondo gli esperti non è così e i mici non sarebbero nemmeno una soluzione per il controllo dei topi.
Mentre alcuni abitanti di New York si sono mobilitati per sterilizzare i gatti randagi, il problema richiede una risposta più incisiva da parte delle autorità. Il Dipartimento della Sanità di New York ha dichiarato di avere aperto un tavolo su come affrontare questa emergenza insieme con i volontari e i gruppi animalisti, ma finora non sono state prese misure concrete.
Nel frattempo organizzazioni come Flatbush Cats stanno adottando l’approccio controverso del “trap, neuter, return” (TNR), per ridurre poco alla volta le colonie di gatti randagi. Questo metodo prevede la cattura degli esemplari (trap), la loro sterilizzazione (neuter) e il loro rilascio (return) sulle strade quando ormai non possono più riprodursi.
La città di New York non ha però ancora fornito un supporto adeguato a questo protocollo né, soprattutto, un parere unanime. Mentre alcune organizzazioni animaliste sostengono il TNR, altri gruppi come la Società Audubon e il Cornell Lab of Ornithology ritengono che i gatti siano una specie invasiva che non dovrebbe vivere all’aperto e senza controllo.
Gli abitanti e gli esperti stanno cercando di trovare un equilibrio tra la protezione dei randagi e la salvaguardia della fauna selvatica e dell’ecosistema urbano. Nel frattempo, i gatti continuano ad essere i re incontrastati delle strade della Grande Mela.
(Foto d’apertura: IPA)
Copyright © 2026 – Tutti i diritti riservati

