Tutto quello che c’è da sapere se vuoi portare il tuo cane in spiaggia
Normative, differenze tra spiagge libere e stabilimenti privati e consigli per il benessere dei nostri animali.
di Silvia Stellacci
Sempre più famiglie desiderano condividere le giornate al mare con i loro amici a quattro zampe. A fronte dei 13 milioni di cani iscritti nelle Anagrafi regionali italiane, ci sono però solo poche centinaia di spiagge dog friendly, cui vanno aggiunte le spiagge libere dei vari comuni d’Italia in cui i nostri animali possono entrare.
Nel nostro Paese, infatti, non esiste una normativa nazionale unica, ma ci sono diverse ordinanze comunali, regionali e delle Capitanerie di porto che regolano l’accesso dei cani in spiaggia. Non bisogna, poi, dimenticarsi del buon senso e delle regole base del vivere civile. Raccogliere le eventuali deiezioni del nostro cane e tenere a bada la sua condotta è fondamentale per garantire una serena convivenza tra bagnanti umani e animali.
Quali sono le differenze tra spiagge libere e stabilimenti privati
La presenza dei cani sulla spiaggia libera è consentita quasi sempre, a patto che si rispetti l’obbligo di utilizzo del guinzaglio (di massimo 1.5m) e/o della museruola. Tuttavia, è bene controllare prima le normative in vigore nel comune in cui vogliamo recarci, perché potrebbe esserci un’ordinanza che vieta del tutto o limita in zone e orari prestabiliti l’accesso del cane.
In tal caso, il divieto o le limitazioni devono essere indicati con chiarezza tramite cartelli ben visibili all’entrata della spiaggia, con l’ordinanza stessa firmata dal sindaco che ne spiega i motivi. Invece, per i cani di salvataggio o con mansioni sociali – come quelli che assistono persone con disabilità – decade ogni limite di accesso, dal momento che hanno gli stessi diritti degli esseri umani che li accompagnano.
Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari privati, la decisione di ammettere o meno i cani è rimessa al titolare della struttura. Se il proprietario decide di farli accedere alla spiaggia, dovrà dedicare un’area attrezzata e verificare che siano vaccinati consultando il libretto sanitario dell’animale, che deve sempre essere portato con sé. Se, al contrario, sceglie di non ammettere cani, deve comunicare questa decisione al comune, il quale ne terrà conto nel definire il piano delle spiagge, che deve considerare le esigenze della collettività e prevedere aree proporzionate sia per l’accesso che per la balneazione libera.

Sanzioni per chi viola i divieti
Le sanzioni per aver portato il cane in spiagge in cui il suo ingresso non è autorizzato sono sempre di tipo pecuniario. Possono variare in base a quanto stabilito dalle ordinanze locali, ma in genere si aggirano in una forbice che va dai 150 ai 400 euro di multa.
La priorità deve essere il benessere del cane in spiaggia
Un decalogo di regole che è bene tenere a mente è quello redatto dall’Oipa in merito al comportamento da osservare con il proprio cane in spiaggia.
Dopo esserci informati sui luoghi di mare che accolgono i nostri amici a quattro zampe, avendo chiara in mente la distinzione tra spiaggia libera e stabilimento balneare, bisogna fare attenzione a tutelare la salute e il benessere dell’animale. Innanzitutto, è necessario proteggere naso e orecchie con creme specifiche per loro e tenere il cane all’ombra, con acqua fresca a disposizione. Occorre, poi, fare attenzione all’acqua salata, che può causare irritazioni e intossicazione se ingerita in grandi quantità dal nostro cane. Anche la sabbia può essere pericolosa, soprattutto per zone delicate come occhi, orecchie e polpastrelli sotto le zampe.
Infine, non bisogna mai forzare il cane a fare il bagno se non si sente a suo agio, ma nel caso in cui lo facesse è consigliata una doccia d’acqua dolce a fine giornata per evitare che l’acqua di mare causi dermatiti o danni alla pelle.
(Foto d’apertura: IPA)
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