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Choc: ridotta pelle e ossa, la cagnolina Peanut ha trovato la salvezza 

Lungo una strada di campagna, un passante ha trovato una cagnolina scheletrica, una lurcher di tre anni. La magrezza della quattrozampe aveva reso tutte le sue costole visibili, mentre le zampe erano ricoperte da piaghe. Portata in emergenza a un rifugio locale, grazie a una dieta speciale Peanut ha iniziato a recuperare le forze e a intrattenere i volontari del centro, che solo durante le vacanze di fine anno hanno risposto a 846 segnalazioni di abbandoni di animali

di Lorenzo Sangermano
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All’inizio dell’anno una cagnolina lurcher di tre anni, poi chiamata Peanut, è stata ritrovata in condizioni disperate in una stradina di campagna vicino alla cittadina di Biggleswade, in Inghilterra. Il suo salvataggio, avvenuto grazie a un passante che l’ha subito portata da un veterinario, ha scosso l’opinione pubblica del Paese, mettendo in luce il crescente problema dell’abbandono degli animali domestici, in particolare durante le festività.

Quando la cagnolina è stata trovata, gli operatori del Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA) hanno descritto le sue condizioni come “le peggiori mai viste”. La cagnolina era emaciata al punto che ogni sua costola era visibile attraverso il pelo sottile, mentre le zampe presentavano piaghe da decubito, segno di lunghi periodi trascorsi su superfici dure. 

Incapace di muoversi e priva di energia, la quattrozampe è stata accolta in emergenza presso il Block Fen Animal Centre del Cambridgeshire.

Peanut era dotata di microchip e le indagini hanno rivelato che il suo primo proprietario l’aveva venduta quando aveva appena sei mesi. I volontari non sono riusciti a ottenere informazioni sui successivi padroni, né su chi sia stato responsabile del suo stato di abbandono e maltrattamento.

David Allen, ufficiale del soccorso animale della RSPCA, ha descritto le condizioni della cagnolina come “spaventose e piuttosto scioccanti”. “È il cane più magro che io abbia mai visto. Non riesco a capire come qualcuno possa permettere che accada una cosa simile,” ha dichiarato.

per Interno
Con un caldo maglioncino e speciali protezioni per le zampe posteriori, Peanut
trova sollievo dalle piaghe.

Quando Peanut è arrivata al rifugio, i volontari non erano certi che sarebbe riuscita a sopravvivere. “Era esanime, non avevo mai visto un cane così debole”, ha spiegato Tiffany Saunders, supervisore del rifugio. “Ma giorno dopo giorno stiamo assistendo a piccoli segnali di miglioramento. È davvero emozionante vedere la sua coda muoversi per la prima volta”. 

Il team di veterinari ha studiato per la cagnolina una dieta speciale, composta da piccoli pasti frequenti, per evitare complicazioni di digestione dovute alla sua grave malnutrizione. “Ha un grande appetito, il che ci fa pensare che la sua magrezza sia dovuta principalmente alla fame e non a malattie preesistenti”, ha dichiarato la Saunders.

Anche se le sue condizioni rimangono complicate, Peanut sta guadagnando peso e forza giorno dopo giorno. Lontana dalle superfici dure che le avevano provocato piaghe dolorose, la cagnolina può ora godere di cuscini morbidi e coperte colorate. “I progressi sono lenti ma costanti”, hanno spiegato dal rifugio. “Ogni piccolo miglioramento è una vittoria. Peanut sta iniziando a rispondere alle persone intorno a lei, mostrando segni di fiducia che credevamo impensabili dopo quello che ha passato”.

Il caso di Peanut non rappresenta purtroppo un evento isolato. Tra il 18 dicembre e il 31 dicembre 2024, la RSPCA britannica ha infatti ricevuto 846 segnalazioni di animali abbandonati in tutto il Paese. Nella sola giornata del 27 dicembre, i volontari hanno risposto a 84 chiamate di soccorso, il numero più alto di tutto il periodo festivo.

Secondo la RSPCA, l’aumento degli esemplari in difficoltà è in parte attribuibile alla pandemia di Covid-19, che ha visto una crescita delle adozioni di animali da compagnia seguita poi da abbandoni una volta ritornati alla normalità. E Peanut è una delle tante vittime di questa crisi.

Foto: Facebook / RSPCA (England & Wales) 

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