Il pipistrello dalle “labbra sfrangiate”: un predatore silenzioso che sorprende tutti
Nel cuore delle foreste tropicali, il pipistrello dalle labbra sfrangiate sorprende la scienza con una tecnica di caccia silenziosa ed efficace, capace di superare in precisione predatori ben più grandi: uno studio svela il segreto di un minuscolo maestro dell’attesa.
di Marco Pastore
Nel buio delle foreste pluviali del Centro e Sud America vive un piccolo mammifero notturno che sembra uscito da un’avventura: il pipistrello dalle labbra sfrangiate (Trachops cirrhosus). Non è il solito cacciatore di insetti– la sua strategia è molto più sofisticata e, sorprendentemente, più efficace di quella di molti grandi carnivori. Uno studio del 2025 pubblicato su “Current Biology” rivela che questo chirottero è capace di attaccare anfibi, lucertole e piccoli vertebrati con un tasso di successo molto alto.
Strategie degne di un felino
Il metodo del pipistrello dalle labbra sfrangiate è semplice e geniale: durante la notte, si posa silenzioso su un ramo, sospeso o quasi immobile, e attende. Quando sente, grazie al suo udito ultra‑raffinato, il richiamo del corteggiamento di una raganella o un fruscio tra le foglie, localizza con precisione la preda, si lancia in un attacco fulmineo e riesce a catturarla con una probabilità di successo superiore al 50%. Per dare un termine di paragone: i leoni ottengono circa il 14% di successo nelle loro battute.
La tecnica è stata battezzata “hang‑and‑wait” (appendi‑e‑aspetta): il pipistrello sospende l’attività di volo continuo aspettando il momento giusto, risparmiando energia e massimizzando il risultato. Questo differisce radicalmente dal modello più diffuso nei chirotteri che inseguono insetti in volo continuo: questo pipistrello invece seleziona prede più grandi e meno frequenti, e le coglie con precisione chirurgica.
Tecniche raffinate
Questa scoperta ci ricorda che nel mondo animale la taglia non è tutto: un predatore di 30 grammi può usare la pazienza e la strategia per sfidare regole che consideravamo fissate. Lo studio ha anche altre implicazioni: ci invita a rivedere come pensiamo i ruoli nelle catene alimentari, come evolvono le strategie di caccia e quanto la diversificazione sensoriale, come l’udito ultrasensibile, possa aprire nicchie inaspettate.
Inoltre, il lavoro di ricerca ha sfruttato biologger miniaturizzati fissati a 20 esemplari, che hanno registrato movimenti e suoni durante la notte permettendo di svelare queste tecniche nascoste.
Un invito a guardare il buio con nuovi occhi
Quando la notte cala e ascoltiamo solo il nostro respiro, pensiamo a quanto sia ricco lo spettacolo invisibile sopra di noi: un pipistrello che si posa, resta immobile, ascolta un gracidare lontano e poi scatta. È un promemoria che anche nel silenzio c’è lavoro, vita, strategia.
Foto: Mendesbio / Shutterstock
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