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Arriva dall’Australia il primo vaccino per proteggere i koala

Negli ultimi anni, i koala sono diventati un simbolo della fragilità della fauna australiana: habitat distrutti, cambiamenti climatici, incendi e malattie mettono a rischio la loro sopravvivenza. Tra le minacce più insidiose, la clamidia spicca per gravità, ma ora c’è una possibilità di guarigione.

di Marco Pastore
Vaccino per proteggere i koala

La clamidia è una malattia batterica che può causare infezioni urinarie dolorose, infertilità, cecità e persino la morte. Per lungo tempo l’unica arma disponibile sono stati gli antibiotici, spesso efficaci ma con effetti collaterali gravi – primo fra tutti, la compromissione del microbiota che consente ai koala di digerire le foglie di eucalipto, la base della loro dieta.

Dopo oltre dieci anni di studio, adesso è arrivata una svolta concreta. L’Australia ha approvato il primo vaccino al mondo pensato per proteggere i koala dalla clamidia, messo a punto dall’University of the Sunshine Coast sotto la guida del professor Peter Timms.

Come funziona il vaccino

Il vaccino è somministrato in dose singola, senza necessità di richiami. Questo è cruciale per gli animali selvatici: catturarli più volte è logisticamente complicato, stressante e spesso pericoloso.

Il vaccino è stato sperimentato sia su koala in cattività sia su popolazioni selvatiche.  È in grado di ridurre significativamente la probabilità che il koala sviluppi sintomi di clamidia durante l’età riproduttiva e abbassare la mortalità di almeno il 65%. Inoltre, protegge non solo dall’infezione ma agisce anche in qualche caso nel rallentare o invertire i sintomi esistenti.

Dove e quando sarà disponibile

Il via libera è stato dato dall’Australian Pesticides and Veterinary Medicines Authority (APVMA) che ora consente che il vaccino venga usato in ospedali per animali selvatici, in cliniche veterinarie e sul campo.

Le aree più colpite dalla clamidia – dove l’infezione in alcune popolazioni arriva al 50‑70% – sono il Queensland e il New South Wales, che avranno priorità nella distribuzione delle dosi. È previsto che le prime dosi vengano messe in campo entro il 2026, con un numero iniziale limitato di inoculazioni, soprattutto per koala già ricoverati o catturati per altri motivi veterinari.

Impatti e sfide

Il vaccino rappresenta un passo importante, ma non è una soluzione unica. La malattia è solo uno dei problemi: distruzione del territorio, incendi, strade, frammentazione forestale e cambiamenti climatici continuano a pesare moltissimo.

Sarà poi necessario un monitoraggio a lungo termine: serve capire quanto dura la protezione in natura, se emergono nuove varianti di clamidia, se ci sono effetti collaterali su periodi prolungati o sulle generazioni future. Anche la salute riproduttiva a lungo termine è un parametro da seguire.

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