Un Lupo che cambia pelle: l’addio a Stefano Benni
Il 9 settembre 2025, Stefano Benni si è spento a Bologna all’età di 78 anni, dopo una lunga malattia che lo aveva progressivamente allontanato dalla scena pubblica. Figura inconfondibile della satira e della fantasia tragicomica italiana, ha conquistato a colpi di ironia, neologismi e mondi surreali generazioni di lettori.
di Marco Pastore
Il “Lupo” Benni – soprannome ricevuto sull’Appennino dove era cresciuto – ha popolato i suoi numerosi romanzi con creature fantastiche e animali parlanti: un ricco bestiario da riscoprire.
Il richiamo della fauna fantastica: I meravigliosi animali di Stranalandia
Tra i libri in cui gli animali assumono ruoli centrali, spicca I meravigliosi animali di Stranalandia (1984), illustrato da Pirro Cuniberti. Il racconto inizia quando i due zoologi professori Achilles Kunbertus e Stephen Lupus sopravvivono a un naufragio e approdano su un’isola ignota: Stranalandia, avvolta nella nebbia e popolata da animali prodigiosi con nomi tanto strani quanto affascinanti, come Cockeruth, Pescemobile, Gorilla Vaichesei e Leometra.
Uno dei brani più memorabili riguarda le galline filosofile di Stranalandia. Quando il professor Lupus si avvicina a un pollaio ripetendo «coccodè coccodè», una gallina lo rimprovera con tono raffinato:
Noi non sappiamo, signore, perché lei ossessivamente ribadisca questo suo trisillabo ossìtono, ma se con esso lei vuole stabilire una qualsivoglia primitiva forma di comunicazione col nostro ecosistema sappia che… abbisogniamo altresì nelle nostre conversazioni di una complessità di sintassi e di una flessibilità terminologica ben superiore a quella da lei attualmente esibita.
Tra le molte creature che popolano Stranalandia, spicca anche una minuscola ma poetica balena rossa. Ecco un estratto dalla sua toccante poesia:
La balena
piangeva da far pena
cantava ad un gabbiano
l’amore è strano
e passa in un baleno…
(Segue un canto intenso che culmina con il potere distruttivo dell’amore, paragonato a un cuore spezzato che fa più rumore)
Un’amica a quattro zampe: Margherita Dolcevita
Nel romanzo Margherita Dolcevita (2005), la protagonista, una ragazza sveglia e vitale, vive con la famiglia e il cane, descritto con affettuosa ironia: un animale di contorno, certo, ma parte integrante del microcosmo domestico che Benni dipinge con delicatezza e humour. Anche se il cane non parla, la sua presenza arricchisce la dinamica familiare e contribuisce al contrasto tra quotidianità e fantasia che caratterizza il romanzo.
Animali in controluce, o quasi…
Anche se gli animali non sempre sono al centro della scena, lo spirito selvaggio aleggia in molti altri titoli. Per esempio, in Bar Sport (1976) viene evocata la figura di creature assurde, a testimoniare il legame costante con una “bestialità” giocosa e metaforica.
Un ricordo bestiale e poetico
Per gli appassionati di animali – siano reali o fantastici – Stefano Benni ha lasciato una traccia unica: la sua scrittura trasforma gli animali in simboli giocosi e inquietanti, oggetti di risata e riflessione. Dalle creature prodigiose di Stranalandia al fedele cane di Margherita Dolcevita, fino ai personaggi quasi animaleschi di Bar Sport: ogni apparizione animale è un invito a guardare il mondo con occhi diversi, più attenti all’assurdo, al buffo, al commovente.
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