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MammAlps: l’IA che svela la vita segreta degli animali alpini

Cosa fa una lince all’alba? Come si comporta una marmotta quando non ci sono esseri umani nei paraggi? Quanto sono attivi gli stambecchi in pieno inverno? Domande come queste, una volta appannaggio di etologi armati di pazienza e binocoli, oggi trovano risposta grazie a MammAlps, un progetto di intelligenza artificiale sviluppato dal Politecnico Federale di Losanna (EPFL), in collaborazione con il Parco Nazionale Svizzero.

di Marco Pastore
MammAlps

La tecnologia che non disturba

A rendere MammAlps così innovativo è il suo approccio: monitorare la fauna selvatica senza interferire, senza radiocollari, microchip o recinzioni. Come? Attraverso una rete di fototrappole con sensori video e audio, posizionate in punti strategici del parco. Queste registrano la presenza degli animali e l’IA elabora le immagini in modo autonomo, riconoscendo specie, numero di esemplari, movimenti, suoni ambientali, perfino condizioni meteo e ora del giorno.

Il progetto ha raccolto più di 6000 clip video che hanno registrato 19 specie di animali e 11 tipi di comportamento (tra cui pascolo, grooming, interazioni sociali e attività esplorative). I dati sono poi stati strutturati in un dataset open source, accessibile a ricercatori, ecologi e sviluppatori di IA di tutto il mondo.

L’intervista RTS: “Mai così vicino agli animali, senza toccarli”

In un’intervista rilasciata a RTS (Radio Televisione Svizzera), il dottorando Valentin Gabeff, che ha lavorato al progetto, racconta:

“Un comportamento semplice può essere riconosciuto da un singolo fotogramma. Ma per capire una scena complessa, come un predatore che insegue una preda, servono almeno 10-20 secondi di contesto”.

Il professor Devis Tuia, responsabile del laboratorio, aggiunge:

“È la prima volta che riusciamo a seguire il comportamento degli animali senza entrare nel loro spazio vitale. È una svolta per l’ecologia comportamentale”.

Un passo avanti per la conservazione

L’analisi del comportamento animale in ambienti naturali è sempre stata un compito delicato, spesso condizionato dalla presenza dell’uomo o da tecnologie invasive. MammAlps apre nuove prospettive: permette di raccogliere dati su specie elusive, studiare come si modificano gli equilibri ecologici nel tempo e rispondere a interrogativi legati ai cambiamenti climatici.

E non solo: il sistema, una volta perfezionato, potrà essere replicato in altri parchi naturali, dalle Dolomiti al Caucaso, ovunque serva una sorveglianza discreta ed efficiente della biodiversità.

Il futuro: più dati, più precisione

Il team EPFL prevede di ampliare la rete di osservazione e integrare i dati raccolti con altre fonti, come immagini satellitari o droni. Inoltre, gli algoritmi di MammAlps sono in continua evoluzione: non si limitano a “vedere” un animale, ma cercano di comprendere i pattern ricorrenti del suo comportamento.

Il progetto è stato presentato anche alla conferenza CVPR 2025 (Computer Vision and Pattern Recognition) in Tennessee, uno degli appuntamenti più prestigiosi per la visione artificiale, segno che la comunità scientifica internazionale lo considera un modello di riferimento.

L’IA al servizio della natura

MammAlps è un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale possa dialogare con la natura. Invece di sorvegliare o invadere, questa tecnologia osserva, impara e rispetta. Una nuova frontiera per chi ama gli animali e sogna un modo più intelligente (e delicato) di proteggerli.

Foto: Progetto MammAlps

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