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Allarme zoomafie, tra bracconaggio, corse clandestine di cavalli e traffico di cuccioli   

Ogni giorno vengono aperti 25 nuovi fascicoli per reati contro gli animali e 13 persone finiscono denunciate. A Brescia record di illeciti.

di Redazione

Animali sempre nel mirino dei criminali. È la triste conferma che arriva dal Rapporto Zoomafia 2023, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia, con il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto. Al centro del dossier, lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2022.     

Combattimenti tra animali, corse clandestine di cavalli, scommesse illecite, illegalità nei canili e allevamenti, traffico di cuccioli, contrabbando di fauna, bracconaggio, malaffare degli allevamenti, mafia dei pascoli, macellazione clandestina, bracconaggio ittico, illegalità nella pesca, sofisticazioni di alimenti di origine animale; e ancora, traffici illegali attraverso internet, intimidazioni, furti, droga e animali, zoocriminalità minorile, violenze: questi i temi portati alla luce e bisognosi di maggiore attenzione.   

«Le corse clandestine di cavalli si attestano tra le prime emergenze dei crimini zoomafiosi», fanno sapere dalla LAV. Non solo per le varie forme di maltrattamento che subiscono gli animali, ma anche perché è il settore più a rischio infiltrazioni criminalità organizzata. Nel 2022 sono stati registrati 6 interventi delle forze dell’ordine, 6 corse clandestine e 54 persone denunciate, 5 cavalli sequestrati.    

Cani e gatti rappresentano, poi, un grosso giro d’affari che, come tale, attira anche gli appetiti di malavitosi e truffatori. La moda del cucciolo di razza alimenta un traffico milionario e, in questo quadro, la tratta dei cuccioli dai Paesi dell’Est si conferma uno dei business più redditizi che coinvolge migliaia di animali ogni anno e che vede attive vere e proprie organizzazioni transazionali. La gravità del fenomeno si comprende facilmente dai numeri: solo nel 2022 sono stati sequestrati almeno 215 cani; 30, invece, le persone denunciate    

La fauna selvatica, poi, è messa in pericolo dal bracconaggio e dalla vendita illegale. Uno dei canali più utilizzati per il commercio di animali, legale e illegale, è il Web. Nonostante siano entrate in vigore nuove norme che dettano disposizioni più stringenti in tema di identificazione e registrazione degli animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche, il commercio in Rete continua a essere un porto franco.   

E tra i poli dove si registrano i maggiori crimini contro natura spicca, complice proprio la caccia, la provincia di Brescia. «La Procura di Brescia», è riportato nel Rapporto Zoomafia 2023, «mantiene il suo primato e si conferma, sempre in base al campione dell’80% analizzato, quella con più procedimenti iscritti per reati contro gli animali: 439 con 304 indagati. Come sempre la maggioranza dei procedimenti riguarda i reati venatori o contro la fauna selvatica: 217 pari al 49.43% del totale, con 217 indagati pari al 71,38% del totale degli indagati».

È noto, viene specificato nel documento, «che quest’area rappresenti uno degli hotspot principali del bracconaggio e quindi il numero dei procedimenti per tali reati influisce notevolmente sulla media totale dei reati contro gli animali registrati».  

(Foto d’apertura: IPA)

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