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Vaquita, poche buone notizie. Per gli esperti la loro scomparsa è imminente    

Secondo le ultime indagini sarebbero rimasti in vita solo una decina di esemplari di questi singolari cetacei. Troppo pochi per assicurare un’avvenire alla specie. C’è una sola possibilità: liberare il Golfo della California delle reti a strascico.

di Redazione

Sono da diversi anni sull’orlo dell’estinzione, anche se uno studio aveva ipotizzato uno scenario meno fosco. Ora però un’altra ricerca riporta, con tutta la sua crudezza, ombra sul loro futuro. Perché il loro numero, seppur stabile, è davvero troppo basso per ipotizzare una loro sopravvivenza nel lungo periodo. E così i vaquita, piccoli cetacei dall’aspetto singolare, si avviano drammaticamente verso l’estinzione.   

Ne sono rimasti in vita solo una decina di esemplari e questi piccoli mammiferi marini, lunghi al massimo 150 centimetri, che vivono in una porzione del Golfo di California soggetta a depredazione da parte del settore ittico, rischiano davvero di scomparire.
Il drammatico avvertimento arriva dagli esperti del Comitato Scientifico dell’International Whaling Commission (Iwc) secondo i quali il rischio della loro sparizione è «imminente».  E tutto per colpa dell’uomo.  

I vaquita, animali particolarmente mansueti e dal carattere docile, tendono, infatti, a rimanere impigliati nelle grandi reti per la pesca dei gamberi e della totoaba, un tipo di pesce molto ambito in Oriente per le sue presunte proprietà curative.

«Le reti a strascico per i gamberi sono un grosso problema per la vaquita, ma l’impatto più forte negli ultimi 10 anni è stato provocato dalla pesca di totoaba», ha osservato l’Iwc secondo cui, «nonostante il numero molto basso di animali sopravvissuti, l’applicazione al 100% del divieto delle reti a strascico nel loro habitat principale darebbe comunque a questa piccola, ma resistente focena una possibilità di recupero».

«Il caso della vaquita dimostra come il ritardo nell’adozione di misure a tutela della specie», sottolinea l’Iwc, «può creare una situazione di emergenza che richiede azioni estreme che si sarebbero potute evitare».   

(Foto d’apertura: IPA)

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