Travestiti da panda per prendersi cura di loro
Succede nella “casa” di questi animali, la Riserva naturale di Wolong in Cina. L’obiettivo è monitorarli da vicino senza che la presenza dell’uomo ne condizioni il ritorno in libertà.
di Alessio Pagani
Per far crescere nel migliore dei modi un panda in cattività ed educarlo a sopravvivere in libertà, non basta l’impegno, ma ci vuole anche fantasia. L’obiettivo primario, oltre a prendersene cura costantemente nel miglior modo possibile, è quello di non abituarli troppo alla presenza umana. Così si ricorre alla fantasia, come quella usata dal personale del centro Hetaoping Wilderness, nel sud-ovest della Cina, all’interno della Riserva naturale di Wolong.
Lì, ogni giorno, veterinari e ricercatori indossano i costumi, si cospargono con uno speciale «profumo» (feromoni e urina) e iniziano il loro lavoro. Si trasformano in panda-umani anche per aiutare i giovani esemplari a imparare tutto quello che un giorno potrebbe essergli utile se saranno reintrodotti in natura. Altri invece si occupano dei cuccioli (per almeno tre mesi), come delle vere e proprie balie: li nutrono, insegnano loro a giocare, li lasciano arrampicarsi e rotolarsi ovunque.


Il travestimento, poi, serve anche ai cuccioli rimasti soli o figli di madre non troppo esperte nella loro cura. Così interviene l’uomo, proprio per aumentarne le possibilità di sopravvivenza. Però crescendo questi piccoli rischiano di non sapere cosa voglia dire interagire costantemente con altri simili. Per questo gli operatori del centro di tutela di questa specie diventano loro compagni di giochi, con una “divisa” bianca e nera, con l’obiettivo di abituarli alla presenza di altri panda adulti. Solo dopo aver testato le abilità necessarie alla vita selvatica, infatti, potranno essere rilasciati. Travestirsi allora diventa uno stratagemma che può stappare sorrisi ma diventa fondamentale per l’avvenire di diversi esemplari.
(Foto d’apertura: IPA)
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