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Perché le giraffe odiano le salite (e perché è importante saperlo)

Faticate a camminare in salita e, se appena potete, scegliete un’altra strada? Allora fate come le giraffe! Un recente studio svolto da ricercatori universitari e durato 12 anni dimostra che questi splendidi mammiferi, a causa della loro particolare struttura fisica, preferiscono spostarsi su superfici piane o con pendenze minime, evitando i terreni scoscesi. Una scoperta non solo curiosa, ma determinante per la conservazione di questa specie vulnerabile

di Noemi Costanzo
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Una nuova ricerca, presentata al meeting annuale della British Ecological Society (BES) e curata dagli studiosi delle Università di Manchester e del Free State, in Sudafrica, ha rivelato una sorprendente difficoltà delle giraffe a muoversi su terreni inclinati. 

Gli autori dello studio avevano ipotizzato già due anni fa che le giraffe preferissero territori pianeggianti, ma i nuovi risultati approfondiscono le limitazioni di questi giganteschi mammiferi africani.

Anni di monitoraggio e risultati

Utilizzando radiocollari GPS, fra 2011 e il 2023 in cinque riserve sudafricane sono state monitorate 33 giraffe, 10 maschi e 13 femmine.

Jessica Granweiler, dottoranda all’Università di Manchester, durante il meeting annuale della British Ecological Society (BES), ha spiegato: “Abbiamo registrato che le giraffe evitano sistematicamente i terreni ripidi e non riescono a superare pendii con pendenze superiori ai 20 gradi. Probabilmente, non hanno l’energia necessaria per affrontare tali pendenze senza il rischio di cadere” .

Più precisamente, lo studio ha dimostrato che questi animali prediligono zone che non superano il limite dei 12 gradi di pendenza e che affrontano salite e discese più impervie solamente se sono in cerca di cibo: in pratica, se sanno che il rischio “vale pena” perché quel territorio a loro ostile è ricco di vegetazione.

Le salite impervie non sono solo troppo dispendiose per le giraffe, ma anche pericolose per eventuali cadute. Con le loro zampe lunghisssime e sottili possono infatti inciampare.

L’impatto della topografia sulla conservazione

Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), la popolazione delle giraffe è drammaticamente diminuita del 40% negli ultimi trent’anni: oggi ne sopravvivono in tutto il mondo soltanto circa 100.000 esemplari. La specie è classificata come vulnerabile.

La scoperta che le giraffe tollerino solo pendenze fino a 20 gradi purtroppo aggiunge un nuovo livello di complessità alla loro conservazione. La pianificazione e l’individuazione di nuove riserve deve includere anche il tipo di territorio, per garantire loro habitat adeguati. La dottoressa Granweiler ha chiarito: “Se una riserva ha una montagna al centro, quella montagna riduce drasticamente lo spazio effettivo disponibile per le giraffe”.

In Paesi come Namibia e Tanzania, circa 8 mila chilometri quadrati non sono utilizzabili per le giraffe a causa della loro conformazione geografica. In Kenya e Sudafrica, invece, sono circa 4 mila gli ettari di terreno non adatti a questi mammiferi.

Le difficoltà indotte dall’uomo

Oltre alle pendenze naturali, le infrastrutture umane come strade e recinzioni rappresentano ulteriori ostacoli per le giraffe. La ricercatrice Granweiler ha spiegato anche che la preferenza delle giraffe per le aree pianeggianti le espone a rischi maggiori rispetto a territori più accidentati: nelle grandi pianure questi giganteschi animali, ben visibili anche da lontano, diventano facili vittime di predatori.
Susanne Shultz, che ha supervisionato lo studio, ha sottolineato quanto sia cruciale includere la topografia nei modelli di conservazione delle giraffe. “Le aree naturali protette spesso si trovano in ambienti molto irregolari, ma questo crea un disallineamento tra i luoghi che gli animali possono utilizzare e gli animali che scegliamo di proteggere”. Inoltre, ha spiegato, “le giraffe si muovono in base alla disponibilità di risorse e spazio. L’inclinazione del terreno può influenzare la decisione di frequentare o meno un’area, con conseguenze sulla socialità e sulle opportunità riproduttive”.

Habitat adatti per garantire un futuro

La popolazione delle giraffe è in forte calo a causa della perdita di habitat e del bracconaggio esercitato dall’uomo. Le iniziative di conservazione sono fondamentali per la loro sopravvivenza. Il nuovo studio sottolinea l’importanza di considerare la topografia nella conservazione delle giraffe. Una migliore comprensione delle loro limitazioni fisiche aiuterà a creare habitat più adatti, migliorando le stretegia di ripopolamento e garantendo un futuro a questi maestosi mammiferi.

Foto: IPA

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