L’ospedale Niguarda lancia la terapia del cuore: paziente riabbraccia il suo cane
Infermieri e medici hanno esaudito il desiderio di un uomo ricoverato da oltre un anno: rivedere Buk, il suo amico a quattro zampe.
di Alessio Pagani
Anche l’amore cura. Specialmente quello di un cane. Lo sanno bene i medici, gli infermieri e tutto il personale dell’ospedale Niguarda di Milano. E lo hanno voluto raccontare a tutti. Partendo dalle parole di un uomo, Roberto, ricoverato da oltre un anno nel reparto di di Ortopedia e Traumatologia. Lui, infatti, aveva un grande desiderio nel cuore: «Rivedere il mio cane Buk». Desiderio che, grazie a un piano pensato appositamente per loro, si è riusciti a realizzare.
«Il suo è stato un desiderio emesso sottovoce, quasi senza farsi sentire», aggiungono dal Niguarda. «Pronunciato con un filo di voce appena ma immediatamente accolto dagli infermieri e Oss del reparto di Ortopedia e Traumatologia che sono stati vicino a Roberto durante tutta la sua degenza». Un percorso lungo e complesso e non ancora concluso perché nonostante i miglioramenti non è ancora arrivato il tempo delle dimissioni.


«Un periodo molto difficile e sofferto che Roberto, nonostante tutto, è sempre riuscito ad affrontare a testa alta, accettando la propria condizione e accogliendo le indicazioni di tutti gli operatori sanitari senza mai lamentarsi», proseguono dal nosocomio milanese. «Per questo, quando si è lasciato andare a un momento di sconforto, l’equipe ha voluto cogliere l’occasione per ascoltare la sua richiesta silenziosa e, a quasi un anno di distanza, dargli la gioia di poter riabbracciare il suo cane». E vista la peculiarità della situazione, in accordo con la Direzione, il primario e il coordinatore infermieristico, si è trovata una soluzione che contemperasse le esigenze sanitari e quelle del cuore.
Così Buk è stato fatto entrare in reparto dove, felice e scodinzolante, ha potuto finalmente salutare il suo amato padrone. «Siamo stati travolti dalla gioia di questo incontro e», rivendicano con orgoglio dal Niguarda, «anche il personale del reparto si è lasciato andare alla commozione, felice di essere stati capaci di offrire a Roberto una “cura” fatta di ascolto e sensibilità rispetto ai bisogni del paziente».
(Foto d’apertura: ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda)
Copyright © 2026 – Tutti i diritti riservati

