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L’orso polare riposa sull’iceberg e le lepri in amore. Ecco i finalisti del Wildlife Photographer of the Year 

Il pubblico può esprimere la propria preferenza e votare una delle 25 immagine arrivate all’atto conclusivo del prestigiosissimo concorso. E in corsa c’è anche un fotografo italiano.

di Alessio Pagani

Sono immagini poetiche, a volte crude quando mostrano gli effetti dell’inquinamento sugli animali e l’ambiente. Scatti unici, arrivati dopo giorni e giorni di appostamenti e studio. Signore e signori benvenuti nello straordinario mondo fotografico del Wildlife Photographer of the Year. Un mondo che apre le porte non solo ai professionisti, ma anche agli osservatori.  

Gli appassionati di fotografia naturalistica di tutto il mondo, infatti, sono invitati a votare per il People’s Choice Award di Wildlife Photographer of the Year. Si potrà scegliere il proprio scatto tra una selezione di 25 immagini, ovvero le finaliste. Una scrematura importante effettuata dai giurati del premio organizzato dal Museo di Storia Naturale di Londra. Sono stati loro a ristringere il campo partendo da ben 49.957 candidature, inviate da 95 paesi diversi. Fino al 31 gennaio, il pubblico potrà votare online i propri preferiti, scegliendo da una selezione che include una coppia di lepri che sembrano baciarsi, un orso polare che dorme su un iceberg e un orso grizzly eretto in un lago scintillante. 

Sono presenti anche un pinguino di Adelia che si avvicina a un pinguino imperatore e al suo pulcino, e un’immagine sorprendente di una fila di vestiti ricavati da alcuni dei grandi felini più a rischio di estinzione del mondo. Altri scatti che evidenziano l’impatto negativo dell’uomo sull’ambiente circostante includono una giovane volpe che cena su un bidone della spazzatura traboccante a Londra e un elefante maschio che cammina a grandi passi in mezzo a una distesa di rifiuti.  

In corsa anche il fotografo naturalista italiano Marco Gaiotti. Sua l’immagine di una scimmia gelada che sotto un cielo minaccioso allatta il suo cucciolo in compagnia di un’altra femmina, seduta sul ciglio di un altopiano nei Monti Simien in Etiopia. 

Gaiotti, classe 1983, oltre a essere un fotografo pluripremiato è anche professore associato di costruzioni navali all’Università di Genova, sua città natale. Con la foto dei gelada etiopi, scattata durante la stagione delle piogge, ha ritratto un momento di vita quotidiana di questi primati Cercopiteci organizzati in società complesse: la loro unità familiare, simile a un harem, è solitamente composta da un maschio e un piccolo numero di femmine imparentate insieme ai loro piccoli.

(Foto d’apertura: “Ice Bed”, Nima Sarikhani – People’s Choice Award Wildlife Photography)

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