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L’ENPA dice no al Palio della Rana di Fermignano

Per l’Ente nazionale della protezione animali «è una crudeltà nei confronti degli anfibi» e per questo ha diffidato gli organizzatori dell’evento.

di Lorenzo Sangermano

Da una parte la tradizione, dall’altra il benessere degli animali. Posizioni che come nel caso del Palio della Rana di Fermignano, in provincia di Pesaro e Urbino, sono spesso inconciliabili. Ogni anno, infatti, residenti e turisti si intrattengono tentando di prevedere quale corridore taglierà per primo il traguardo del Palio. E non è facile prevederlo, perché tutto o quasi, dipende proprio dagli anfibi.

Durante la corsa, infatti, le rane vengono portate su carretti spinti dai concorrenti in corsa. Come parte del gioco, ovviamente, le rane provano a scappare saltando a terra. Il concorrente però si ferma, le raccoglie, le rimette a bordo e poi riparte con il carretto. Le sopravvissute vengono poi rimesse in libertà. Ma per Carla Rocchi, Presidente nazionale ENPA, «è incredibile come ancora nel 2023 si possano concepire manifestazioni che vessano in questo modo degli esseri viventi al puro scopo ludico e ricreativo».

Proprio per questo l’ENPA quest’anno ha agito formalmente: ha diffidato gli organizzatori della corsa con lo scopo di interrompere definitivamente questo evento cittadino, in programma nelle giornate del 15 e 16 aprile.

Secondo gli animalisti, infatti, il Palio violerebbe i diritti degli animali, in particolare la loro tutela, amministrata dalla legge 503 del 1981. «Considerata la totale inutilità della sofferenza arrecata alle rane», ha dichiarato l’ENPA nella diffida, «con la presente si chiede al Comune di Fermignano di sospendere in via definitiva lo svolgimento della manifestazione avente ad oggetto l’uso delle rane o di qualunque altra specie in contesti e circostanze come il Palio della Rana».

(Foto d’apertura: @matte.png)

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