L’amore per gli animali entra nel carrello della spesa
Quasi 3mila i prodotti di largo consumo che dichiarano o certificano il rispetto della natura. E questo diventa anche un valore da trasmettere ai consumatori con le etichette.
di Alessio Pagani
Certificazioni e dichiarazioni di attenzione verso gli animali si fanno sempre più strada sugli scaffali di supermercati e ipermercati arrivando a sfiorare la soglia dei tremila prodotti di largo consumo. Per la precisione sono ben 2.892 i prodotti “amici” della natura, con vendite per 1,7 miliardi di euro e una crescita annua del 3,3%, secondo l’analisi della dodicesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, recentemente pubblicata. Lo studio – che raccoglie i dati dell’ultimo semestre – ha analizzato quasi 130 mila prodotti del largo consumo stabilendo come non solo questa attenzione sia in crescita, ma stia addirittura diventando un valore da trasmettere sempre di più ai consumatori. Siamo davanti, secondo l’Osservatorio a una vera e propria “animal welfare economy”.
Nel dettaglio la ricerca ha preso in considerazione sei tra claim e certificazioni di quest’area valoriale, trovandone corrispondenza nel 2,2% dei prodotti di largo consumo (food & beverage, cura casa e cura persona), che contribuiscono al 4,3% del fatturato complessivo della grande distribuzione.
«Anno dopo anno, il carrello della spesa “rispettosa degli animali” continua ad arricchirsi di nuovi prodotti, grazie all’aumento dell’offerta proposta dalle aziende, sempre più sensibili al benessere animale» spiega Marco Cuppini, direttore del settore ricerca e comunicazione di GS1 Italy. «A trasferire quest’impegno ai consumatori sono soprattutto slogan e certificazioni che attestano il rispetto degli animali, accomunati dall’aver ottenuto positive performance di vendita nell’arco dei 12 mesi rilevati da quest’edizione dell’Osservatorio Immagino».
Tra i messaggi più premiati dai consumatori il logo “Cruelty free”, con 629 prodotti per quasi 61 milioni di euro di vendite (+0,4%) e la dicitura “Benessere animale”, individuata su 588 etichette, ma capace di far registrare il maggiore valore delle vendite con 585 milioni di euro e un incremento del 6,5% rispetto all’anno precedente. Sintomo di un interesse diffuso anche da parte di tutti i potenziali acquirenti.
(Foto d’apertura: IPA)
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