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La siccità devasta il Kenya e fa strage di coccodrilli  

Almeno 10mila quelli morti in un lago prosciugato. Mentre in California sono i salmoni a soffrire per l’assenza di precipitazioni e per i corsi d’acqua ridotti a rigagnoli.

di Redazione

Una strage senza precedenti. È quella che, nel giro di poche settimane, ha ucciso 10mila coccodrilli morti di un lago prosciugato dalla siccità. È accaduto in Kenya, all’interno dello specchio d’acqua di Kamnarok, nella Rift Valley. A raccontare il dramma ambientale è stata l’emittente televisiva NTV, mostrando immagini di una vasta distesa di terra totalmente asciutta nella contea di Baringo e carcasse di coccodrilli morti per l’assenza di precipitazioni, e quindi di acqua. Quella che un tempo era una sorta di oasi per animali, nonché una nota meta turistica del Paese africano, ora è un ammasso di terra arida che nel corso degli anni si è prosciugato del tutto. Secondo quanto riferito da un residente, i pochi coccodrilli rimasti si sono trasferiti nei laghi artificiali formati dalle vicine dighe private.  

Ma l’emergenza climatica e ambientale non è un affare solo dell’Africa. In California a essere a rischio sono migliaia di salmoni. Tanto che il National Marine Fisheries Service (NMFS) ne ha vietato la pesca. A monte del provvedimento c’è proprio la siccità. La carenza di acqua e i torrenti in secca, infatti, stanno minacciando da vicino intere popolazioni di questi pesci abituati a risalire i fiumi per deporre le uova. E così le autorità locali hanno bandito l’attività ittica nella speranza di contenere i danni e garantire la sopravvivenza a quanti più esemplari possibili.   

(Foto d’apertura: IPA)

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