In treno da solo fino a Bologna: l’incredibile viaggio di un giovane pitbull
Un insolito viaggiatore ha attirato l’attenzione dei pendolari su un treno regionale diretto a Bologna. Il protagonista della vicenda è un pitbull dal manto nero e dalle calzette bianche, partito da solo da Anzola dell’Emilia, che ha percorso quasi 20 chilometri prima di essere notato dai passeggeri increduli. L’avventuroso quadrupede, prontamente affidato alle autorità, è stato poi riconsegnato alla proprietaria grazie al microchip in quella che si è fortunatamente rivelata una storia a lieto fine
di Pietro Santini
La stazione ferroviaria di Bologna è di certo una delle più importanti d’Italia, crocevia storico che collega le creste dell’Appennino alle onde dell’Adriatico. La sua costruzione risale addirittura al 1858, quando l’Italia ancora non era nata e al giorno d’oggi transitano quotidianamente da qui più di 150 mila persone.
Niente di speciale o di particolarmente originale dunque, prendere un treno e dirigersi verso il capoluogo emiliano. A meno che tu non sia un cane, magari anche un pitbull, salito senza alcun accompagnatore quasi 20 chilometri prima di raggiungere l’ombra della Garisenda… Allora sì che è una notizia!
Tutto inizia nel piccolo borgo di Anzola dell’Emilia, un comune situato tra Modena e Bologna dove vivono poco più di 12.000 anime, tra cui il protagonista della nostra storia, uno splendido american pitbull terrier dal manto nero come la notte e dalle calzette bianche.
Il quadrupede, chissà, forse preso dalla noia che caratterizza le lunghe giornate estive nella provincia italiana, si è diretto verso la stazione ferroviaria locale e si è assicurato un posto a sedere sul regionale in direzione della più movimentata metropoli, senza destare alcun sospetto nella sua ignara proprietaria.
Qualche sospetto invece, lo ha destato nei passeggeri del treno, che hanno subito preso in custodia lo strano pendolare anzolese e lo hanno consegnato alle forze dell’ordine, una volta arrivati a destinazione.
Da una prima ispezione, il cane è apparso in ottime condizioni fisiche e non sembrava per nulla scosso dalla sua avventura in solitaria. Poi l’intervento del canile di Anzola che lo ha recuperato, prendendosi cura del molosso fino al ritrovamento della proprietaria, avvenuto grazie al microchip.
La “madre umana” del pitbull è accorsa senza esitazioni ad abbracciare il maldestro protagonista della storia, ringraziando chiunque abbia reso possibile il loro ricongiungimento, dalla passeggera del treno che ha tenuto compagnia al suo cane, al canile di Anzola, passando ovviamente per la Polizia Ferroviaria. Ma se questo racconto ha un lieto fine è proprio grazie al microchip, quel microscopico impianto sottocutaneo che ha permesso di risalire facilmente alla padrona e ci ha dato la possibilità di ripensare a tutta questa vicenda col sorriso… o agitando la coda!
In apertura: I due agenti della Polizia Ferroviaria di Bologna che si sono presi cura del pendolare a quattro zampe prima di riconsegnarlo al canile di Anzola.
Foto Polizia Ferroviaria e IPA
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