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Il Santuario di Pelagos è sempre più la casa dei delfini

Oltre mille stenelle sono state avvistate nel tratto di mare compreso tra Italia, Principato di Monaco e Francia. Segnalata anche la presenza di almeno tre grampi, una specie particolarmente rara di cetacei.

di Alessio Pagani

Qui i delfini sono di casa. E si fanno vedere senza nascondersi. Perché sanno, evidentemente, di essere al sicuro. Il Santuario di Pelagos, una zona marina di 87.500 chilometri quadrati, nata grazie a un accordo tra l’Italia, il Principato di Monaco e la Francia per la protezione dei mammiferi marini, si conferma la casa dei cetacei.  

A fine aprile sono ripartiti, infatti, i monitoraggi a bordo dei traghetti della Corsica Sardinia Ferries da parte dei ricercatori di vari enti, che dal 2007 utilizzano le navi della compagnia come veri e propri laboratori a pelo d’acqua. E i risultati sono decisamente incoraggianti. Sulle tratte da Savona-Vado Ligure per Bastia e Ile Rousse e sulla direttrice marittima verso Nizza, sono stati avvistate numerose stenelle, cetacei della famiglia dei delfini dal corpo snello e slanciato. Sono stati censiti 30 branchi per un totale di oltre 1.000 individui. Tra questi, sono stati individuati molti piccoli, la cui presenza conferma che l’area è favorevole per la riproduzione della specie. 

«Da sottolineare», racconta Paola Tepsich, ricercatrice della Fondazione Cima, «anche un avvistamento di grampi, almeno tre individui, al largo di Ile Rousse. Dato molto importante, poiché non si rilevava la loro presenza da alcuni anni nel Santuario Pelagos». Mammiferi marini sempre della famiglia dei delfini, sono però decisamente più rari da osservare.  

Registrati tutti questi dati parziali il monitoraggio prosegue spedito. Ospitati sui ponti di comando, a stretto contatto con gli equipaggi, i ricercatori controllano, infatti, la presenza di diverse specie di cetacei, tartarughe, uccelli marini, li osservano e li catalogano, seguendo precise procedure di campionamento. Non solo: come sentinelle, monitorano anche l’eventuale presenza di rifiuti in mare.

Il progetto «Fixed Line Transect Mediterranean monitoring network» è iniziato nel 2007 e vede la collaborazione di Corsica Sardinia Ferries sin dagli inizi. Dal 2022 l’attività è stata ulteriormente integrata ed ampliata grazie al progetto Life Conceptu Maris che fino al 2026 aggiungerà ai monitoraggi visivi nuove e sofisticate tecniche, adattate per essere utilizzate dai traghetti: le analisi del Dna ambientale e degli isotopi stabili e la raccolta di dati ambientali tramite sensori.  

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