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Comprare animali in un negozio, in Italia si può ancora?

Dalla Francia alla Spagna, sempre più Paesi in Europa hanno preso una posizione netta per il no. Da noi una legge chiara e contraria a questa pratica invece ancora non c’è.

di Lorenzo Sangermano

Negli ultimi anni, il dibattito sulla vendita di animali nei negozi ha guadagnato sempre più risonanza, spingendo molti Paesi a riconsiderare e regolamentare questa pratica. E in Italia? La situazione attuale riflette un quadro variegato e in continua evoluzione.

Nella nostra penisola la vendita di animali nei negozi è un’attività legale. La crescente consapevolezza riguardo al benessere degli animali ha però portato a una serie di limitazioni e regolamentazioni a livello locale. Molti comuni, tra cui Roma e Milano, hanno vietato l’esposizione di animali nelle vetrine esterne dei negozi, cercando di contrastare le criticità legate alla vendita di cuccioli.

A livello nazionale, manca ancora una normativa chiara che proibisca l’assoluta vendita di animali nei negozi. Mentre alcuni ritengono che questa mancanza di regolamentazione nazionale lasci spazio a criticità etiche e legali, altri sottolineano che le iniziative locali rappresentano un primo passo fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere il benessere degli animali.

La situazione è diversa in altri Paesi che hanno già adottato provvedimenti più incisivi. In Spagna, ad esempio, la nuova legge nazionale sulla protezione e il benessere animale ha vietato la vendita di cani, gatti e furetti nei negozi, incoraggiando l’adozione nei rifugi registrati. Anche la Francia ha annunciato un divieto simile a partire dal 2024, intensificando le pene per maltrattamento e abbandono di animali.

Negli Stati Uniti, città come Los Angeles e Boston hanno già adottato leggi che vietano la vendita di cuccioli nei negozi, promuovendo anche qui l’adozione dai rifugi. La California ha anticipato tutti, bandendo la vendita di cani, gatti e conigli nei negozi già nel 2018.

In Canada, la vendita di animali di razza nei negozi è vietata dal 2019, sottolineando un trend internazionale verso una maggiore attenzione al benessere animale e al controllo delle fonti di approvvigionamento.

Le criticità legate alla vendita di animali nei negozi sono molteplici e vanno oltre il solo aspetto etico. La mancanza di stimoli sociali e ambientali positivi, la separazione precoce dalla madre e a volte la provenienza dubbia degli animali sono questioni che hanno spinto molti Paesi a restringere questa pratica. In Italia la comunità animalista e alcuni comuni stanno promuovendo attivamente regolamentazioni più stringenti, ma è evidente che una risposta definitiva richiederà un impegno a livello nazionale. In attesa di una normativa più chiara, è fondamentale che la società civile continui a sensibilizzare sull’importanza del benessere degli animali e a promuoverne l’adozione consapevole.

(Foto d’apertura: IPA)

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