Il ritorno della foca monaca nel Golfo di Napoli: un segnale di speranza per il Mediterraneo
Dopo quasi un secolo di assenza, la foca monaca è tornata a nuotare nelle acque del Golfo di Napoli: una speranza per il Mediterraneo.
di Chiara Soriano
Una specie unica e minacciata
La foca monaca mediterranea (Monachus monachus) è uno dei mammiferi marini più rari e minacciati al mondo. Appartiene alla famiglia dei Phocidae e un tempo popolava vaste aree del Mediterraneo. Oggi conta appena 600-700 esemplari, distribuiti in piccole colonie isolate. È un animale solitario ed elusivo, che predilige grotte marine e spiagge isolate per riposarsi e riprodursi. Può raggiungere i 2,5 metri di lunghezza e pesare fino a 300 kg, e si nutre principalmente di pesci e molluschi, immergendosi anche fino a 100 metri di profondità.
Gli avvistamenti nel Golfo di Napoli
Dopo quasi un secolo di assenza, la foca monaca è tornata a nuotare nelle acque del Golfo di Napoli. Gli avvistamenti più recenti risalgono alla primavera 2025: il primo è stato registrato il 25 aprile a Punta Campanella, seguito dal 1° e dal 10 maggio a Capri, e dal 12 maggio a Ischia, dove l’animale è stato filmato mentre si nutriva di una murena. Questi episodi hanno destato grande entusiasmo tra biologi e appassionati, che vedono in questi eventi un segnale di rinascita della biodiversità marina nel Mediterraneo.
Il ruolo del progetto Life SeaNet
Gli avvistamenti nel Golfo di Napoli sono stati attentamente monitorati dal progetto europeo Life SeaNet, promosso da Legambiente in collaborazione con ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e le Aree Marine Protette di Punta Campanella e del Regno di Nettuno. Il progetto prevede l’uso di nuove tecniche di monitoraggio, come l’analisi del DNA ambientale, per studiare la presenza e i movimenti della foca monaca nelle acque italiane. L’obiettivo è proteggere gli habitat potenzialmente idonei al ritorno stabile di questa specie nel Mediterraneo.
Come comportarsi in caso di incontro
Le autorità e le associazioni ambientaliste lanciano un appello: in caso di avvistamento di una foca monaca, è fondamentale non avvicinarsi mai troppo. Bisogna mantenere una distanza di almeno 50 metri per non disturbare l’animale o alterarne il comportamento naturale. Inoltre, eventuali avvistamenti devono essere segnalati alle autorità competenti, così da contribuire al lavoro di ricerca e conservazione.
Una speranza per il Mediterraneo
Il ritorno della foca monaca nel Golfo di Napoli rappresenta una straordinaria opportunità per sensibilizzare il pubblico sull’importanza di tutelare gli ecosistemi marini e la biodiversità. Con il contributo di tutti, si può sperare che questo affascinante mammifero marino torni a essere una presenza stabile nelle nostre acque, simbolo di un Mediterraneo più sano e ricco di vita.
Video: Facebook / Life SeaNet
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