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L’abitante degli abissi in Alaska: il calamaro di vetro

A 700 metri di profondità, una squadra di ricercatori ha avvistato il Taonius borealis, una specie che sorprende per una caratteristica rara: la trasparenza.

di Lorenzo Sangermano

Durante una recente spedizione scientifica denominata “Seascape Alaska 3”, condotta a bordo della nave Okeanos Explorer della National Ocean and Atmospheric Administration (NOAA), i ricercatori hanno fatto un incontro straordinario e ravvicinato con una creatura marina affascinante: il calamaro di vetro, noto anche come Taonius borealis. Questo eccezionale avvistamento è avvenuto all’impressionante profondità di 700 metri nelle acque delle Isole Semidi, in Alaska, un luogo inospitale e buio dove riesce ad arrivare solo l’1% della luce esterna.

Il calamaro di vetro deve il suo nome comune a una caratteristica rara e sorprendente: la trasparenza. È un cefalopode quasi completamente trasparente, e osservando le immagini catturate durante l’incontro è possibile vedere con chiarezza gli organi interni dell’animale. 

Un dettaglio affascinante è la presenza di fotofori situati sotto ciascun occhio del calamaro. Questi organi sono responsabili della produzione di luce e potrebbero avere vari scopi per il calamaro, tra cui la comunicazione, la caccia e la difesa.

Nell’immagine catturata, spicca un organo di colore rosso al centro del corpo del calamaro di vetro, che gli scienziati identificano come la ghiandola digestiva dell’animale. Questa svolge un ruolo cruciale nella digestione dei cibi di cui si nutre il calamaro, cibo che include piccoli pesci e gamberetti. Ai lati della ghiandola digestiva sono presenti due organi bianchi a forma di mezzaluna, identificati come le branchie del calamaro. Fondamentali nell’assorbimento dell’ossigeno disciolto nell’acqua, consentono al cefalopode di sopravvivere nelle profondità marine.

Un altro aspetto notevole è la presenza di ciglia sugli occhi del calamaro, che sembrano muoversi periodicamente. Secondo i biologi marini, questi movimenti potrebbero essere proprio i battiti delle ciglia del calamaro, ma hanno anche significati biologici o comportamentali ancora da scoprire.

Il Taonius borealis è una creatura dalle dimensioni relativamente piccole, con una lunghezza massima di circa 45 centimetri. Nonostante le sue dimensioni ridotte, si tratta di un predatore formidabile che si nutre di piccoli pesci e gamberetti, dimostrando adattamenti straordinari per sopravvivere nell’ambiente ostile delle profondità marine dell’Alaska.

(Foto d’apertura: @noaaoceanexploration)

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