Loch Ness: si apre la più grande caccia al “mostro” degli ultimi 50 anni
In Scozia quarantotto ore alla ricerca dell’animale leggendario che da quasi novant’anni appassiona e suscita interrogativi. Questa volta si scende in campo con mezzi sofisticati, dai droni con telecamere a infrarossi ai microfoni subacquei. Nessie, non hai scampo! O forse sì?
di Redazione
Il 26 e il 27 agosto saranno due giornate memorabili per la Scozia. Turisti e appassionati provenienti da tutto il mondo hanno già fatto registrare ovunque il sold out, per partecipare alla più grande ricerca mai organizzata del “mostro” del lago Loch Ness, come l’ha definita il quotidiano inglese “The Guardian”, animale misterioso e creatura ormai leggendaria che abiterebbe le acque di questo specchio d’acqua.
56 chilometri quadrati da scandagliare da cima a fondo, anzi dalla superficie fino sul fondo, per rispondere una volta per tutte alla domanda (che, certo, fa sorridere): ma il “mostro” esiste o no?
Organizzata dal Loch Ness Center in collaborazione con il gruppo di ricerca volontario Loch Ness Exploration, per questa gigantesca caccia (che gli appassionati potranno seguire anche online) verranno impiegate attrezzature sofisticate e mai utilizzate prima, come droni che scatteranno dal cielo immagini termiche del lago, ma anche droni con telecamere a infrarossi per “sorprendere” l’animale di notte e poi speciali idrofoni, microfoni subacquei per ascoltare i versi del “mostro”.
La caccia dovrebbe essere facilitata dal livello basso delle acque del lago, storicamente profondo 230 metri, dovuto alle scarsissime piogge di quest’anno. Come finirà è facile immaginare: il turismo scozzese registrerà un picco che vale l’intera stagione e la creatura mitica resterà dove si trova, cioè nei… sogni! Oppure magari si troveranno i pronipoti di uno storione fuori misura, chissà.
Quel che è certo è che in Scozia, e in verità di rimbalzo anche nel resto del pianeta, il mito di Nessie – come è stato ribattezzato il presunto animale – è più vivace che mai. La fotografia che lo ritrae è diventata un’icona: in bianco e nero, mostra qualcosa sbucare dal lago, che pare un essere con un lungo collo sormontato da una piccola testa, come una sorta di periscopio. Su questa immagine si fantastica dal 1934, quando venne pubblicata dal “Daily Mail”: fu realizzata da tale Robert Kenneth Wilson e anche la sua è una storia lunga e curiosa.
Wilson era infatti un chirurgo inglese, ginecologo e anche generale dell’esercito, che per meriti di guerra fu insignito dal governo francese della Croce di Guerra, una onorificenza del massimo grado. Da un uomo con tali credenziali era difficile immaginare un imbroglio, o comunque una immensa bufala: e invece la foto si rivelò negli anni, grazie anche alla confessione degli autori buontemponi, uno dei più grandi e riusciti falsi fotografici di ogni tempo. Altro che mostro! Lo scatto ha fermato l’immagine di un sottomarino giocattolo con sopra una sagoma a forma di serpentone.
Nonostante fosse dunque acclarato che nessuno aveva fotografato il “mostro”, le emozioni e la curiosità suscitate da Nessie non sono mai scemate, anzi arrivano fino ad oggi con immutato vigore. Per “i cacciatori di mostri” che si scateneranno in questi giorni in Scozia, Nessie è un irresistibile plesiosauro, un gigantesco rettile acquatico dell’età giurassica, che si nasconde nel lago.
Nel 2018 un team di ricercatori dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, sollevarono una nuova ipotesi sul “mostro”. Dopo aver analizzato numerosi campioni d’acqua del lago scozzese, dissero in un’intervista alla BBC che avevano trovato una gran quantità di Dna di anguille, abbondante in molti dei campioni raccolti. “Anche se le teorie di rettili estinti hanno preso il sopravvento, in realtà ci sono state continue segnalazioni di anguille molto grandi nel lago di Loch Ness: i dati in nostro possesso non rivelano le loro dimensioni, ma non possiamo scartare la possibilità che ci siano anguille giganti. Pertanto, ciò che la gente crede sia il mostro di Loch Ness potrebbe forse essere un’anguilla di enormi dimensioni”, rivelarono. Il ciclo vitale dell’anguilla, però, rimasto un mistero per moltissimo tempo, ancora oggi nasconde qualche segreto agli scienziati e dunque questo studio non fornì certezze sulla mitica creatura.
Forse non tutti sanno che il mito di Nessie è legato a una donna. Fu infatti la signora Aldie Mackay, una dei responsabili dell’hotel Drumnadrochit, ad entrare di corsa un pomeriggio di 90 anni fa nel bar dell’albergo locale annunciando trafelata di avere visto qualcosa di gigante e mai immaginato emergere dal lago. Da allora gli avvistamenti si sono moltiplicati e Nessie è diventato una star mondiale, capace di generare un giro d’affari di oltre 30 milioni di euro l’anno.
(Foto d’apertura: IPA)
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