Una baby giraffa di Rothschild è nata allo zoo di Chester 

Alessio Pagani | giovedì 1 settembre, 2022

Il cucciolo, chiamato Stanley, rappresenta una speranza per questa sottospecie di erbivori, uno dei mammiferi più a rischio dell'Africa, con meno di 2.500 esemplari rimasti in natura.

Tre ore di travaglio, poi un volo di due metri fino al letto di paglia. Così Stanley, un cucciolo di giraffa di Rothschild, è venuto alla luce nei giorni scorsi allo zoo inglese di Chester. A metterlo al mondo, dopo una gravidanza durata 15 mesi, è stata mamma Orla, 14 anni. Si tratta di un nuovo traguardo tagliato dal programma di allevamento globale, pensato per dare nuovo impulso alla sottospecie che ormai conta soltanto 2.500 esemplari in natura. E proprio nel suo nome il piccolo porta impressa l’importanza della sua nascita. I responsabili del progetto di conservazione delle giraffe dello zoo di Chester, infatti, lo hanno chiamato Stanley in onore del Monte Stanley, la montagna più alta dell’Uganda, in Africa, dove gli ambientalisti del parco inglese stanno operando per favorire l’incremento del numero di questi grandi erbivori. E il fatto che il neonato abbia subito iniziato a succhiare il latte dalla madre è senz’altro di buon auspicio per il suo futuro.

«Non è mai facile venire al mondo per una giraffa», commenta, infatti, Sarah Roffe, responsabile della cura di questi animali. «Il parto è in pratica una caduta da due metri di altezza che aiuta a rompere il cordone ombelicale e stimola il cucciolo a fare il suo primo respiro. Sebbene minuscolo rispetto a mamma Orla, il piccolo era abbastanza forte -con i suoi 72 chilogrammi- da mettersi subito in piedi». L’obiettivo ora è quello di concentrarsi, anche in Africa, per la conservazione di questi animali. «Che per molti anni», sottolinea Mike Jordan, il direttore dello zoo di Chester, «hanno subito un’estinzione silenziosa al punto che ora il mammifero terrestre più alto del mondo è una delle specie a rischio. Avere un nuovo cucciolo sano qui allo zoo è quindi una notizia fantastica per il programma di riproduzione delle specie minacciate che sta aumentando i numeri negli zoo di conservazione come il nostro».  

(Foto: www.chesterzoo.org)

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