Quest’anno nessuno sparerà ai bisonti del Grand Canyon

Alessio Pagani | martedì 5 luglio, 2022

L'Arizona ha deciso di non selezionare volontari per uccidere i grossi erbivori nel parco nazionale che circonda il fiume Colorado. Si prende una pausa il programma di controllo del loro numero.

Nessuno punterà la sua doppietta contro i bisonti del Grand Canyon. Quest’anno l’Arizona ha deciso, infatti, di non selezionare volontari per uccidere i bisonti nel parco nazionale delle celebri gole scavate dal fiume Colorado nel quadro di un programma volto a regolare la crescente popolazione di questi maestosi animali. Così, nonostante le numerose richieste di poter abbattere questi enormi erbivori – l’anno scorso ne erano state presentate oltre 45mila –, i bisonti passeranno una seconda parte dell’anno al sicuro. Anche se l’eccessivo numero di questi animali può nuocere alle risorse d’acqua del parco, alla vegetazione e al suolo, attualmente non ci troviamo di fronte a nessun allarme numerico. Le ultime rilevazioni, infatti, hanno mostrato che la mandria si aggira attorno ai 200 esemplari, cifra molto inferiore agli 800 che avevano spinto le autorità ad avviare questo programma. Il parco sta ora lavorando su una strategia a lungo termine per la gestione del bisonte, animale dichiarato mammifero nazionale americano dall’allora presidente Barack Obama nel 2016.

In tutti gli Stati Uniti sono rimasti soltanto 11.000 esemplari, di cui 3.500 nel parco di Yellowstone. Anche questa riserva, che si estende su 3.500 miglia quadrate tra il Wyoming, il Montana e l’Idaho, sta sviluppando un nuovo piano di gestione per i bisonti che ospita. Un programma che punta alla collaborazione tra le tribù dei nativi americani, le agenzie statali e altri gruppi per trovare il modo di ridurre il numero di bisonti mandati al macello. Un approccio sicuramente diverso da quello adottato dal parco del Grand Canyon che però, almeno per questo 2022, è stato sospeso.

(Foto d’apertura: @bisonlivesmatter)

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