Mamma orsa e il suo cucciolo: tutti gli scatti bestiali premiati al Sipa 2022

Alessio Pagani | domenica 9 ottobre, 2022

Ecco le fotografie premiate al Siena International Photo Awards 2022. Immagini eccezionali che raccontano l’amore, la lotta per la sopravvivenza e la resilienza di cui sono capaci gli animali.

La tenerezza di una madre, disposta a tutto pur di salvare il suo piccolo. Anche a sacrificarsi, nel disperato quanto vano tentativo di dargli almeno una possibilità di sopravvivere. Nella giostra della vita della natura, la bellezza delle immagini spesso non fa rima con il lieto fine, ma non per questo scema la poetica della battaglia per emergere e resistere. Tra chi deve combattere contro climi ostili e chi, invece, sfuggire ai predatori. Cacciatori che devono essere più veloci e furbi delle loro prede, perché altrimenti anche per loro sarà dura. C’è tutto questo e tanto altro negli scatti fotografici premiati al Sipa, il Siena International Photo Awards 2022 ed in particolare nella sezione “Animals in their environment”, ovvero “Animali nel loro ambiente”, dedicata proprio alla celebrazione della natura.

A trionfare è stato lo scatto (vedi sopra, la foto d’apertura) “Mother, Tender Love”. Arriva dal Canada ed è firmato dal fotografo israeliano Amos Nachoum. Un’immagine dedicata alle madri di orsi polari, particolarmente premurose nei confronti dei loro cuccioli che oggi, a causa dei cambiamenti climatici, devono percorrere lunghissime distanze per procurarsi cibo e sopravvivere. Talvolta la madre deve tener stretto al proprio fianco il piccolo, per evitare che possa annegare vinto dalla stanchezza, mentre cerca un buon territorio ricco di prede che li possano sfamare.

Felini a caccia

Completano il podio questi due scatti, il “Puma caccia il guanaco” di Ingo Arndt e “Ultimo abbraccio” di Igor Atuna. Entrambi altamente drammatici, raccontano l’eterna lotta per la sopravvivenza. Nel primo viene immortalata una femmina di puma all’attacco di un guanaco adulto. I due animali si stagliano al centro; i loro manti si mimetizzano con lo sfondo, ma i corpi muscolosi creano una danza che dà ritmo allo scatto e fa risaltare i protagonisti. L’immagine fa parte di un progetto documentaristico durato 7 mesi.

Nell’altra foto, la terza classificata, viene mostrato un leopardo, chiamato Olimba, che ha appena ucciso la madre di un piccolo babbuino, che continua a rimanere aggrappato al suo corpo senza vita in un ultimo disperato abbraccio d’addio. Mentre Olimba trasporta i due babbuini verso il suo cucciolo per nutrirlo, il piccolo tenta di scappare, ma non ce la farà.

Macchie e strisce

In queste foto sono i mantelli degli animali ad essere protagonisti. Con le loro forme, che appaiono come macchie di colore impresse sulla tela da straordinari artisti. Sono immagini rimaste ai piedi del podio ma capaci di conquistarsi una “Menzione d’onore” da parte dei giudici del Sipa.

“Leopardi dell’Armur” di Sergey Gorshkov immortala due straordinari esemplari della rarissima specie che si fanno strada lungo i sentieri innevati delle montagne russe. Anche il terreno sembra maculato, come il manto dei due felini: il candore della neve si alterna alla terra brulla e a qualche ciuffo di erba secca.

“Il principe” di Marina Cano è invece dedicata a un cucciolo di leone che si allena alla caccia. Lo fa con il corpo di una zebra ormai morta. Con unghie e denti si aggrappa all’erbivoro, provando quale sarebbe il modo migliore per uccidere la preda. La madre leonessa è appena riuscita a catturare la zebra, che diventerà il pasto di tutta la famiglia.

Battaglie cruente

Si combatte in natura e non solo per procurarsi il cibo necessario a sopravvivere. Molti duelli, infatti, sono legati anche alla difesa del proprio territorio, del proprio nido o per ragioni legate all’accoppiamento. Scene cruente descritte perfettamente da queste tre fotografie, anche loro segnalate per le emozioni che riscono a trasmettere.

“Guerra degli stornelli”, di Jim Burns, fissa con uno scatto l’istante in cui un picchio dorato maschio combatte in aria con uno storno europeo nei pressi del suo nido, scavato all’interno di un saguaro gigante. I picchi, infatti, sono una delle poche specie autoctone del deserto di Sonora, tra Stati Uniti e Messico, in grado di competere per i nidi con gli storni non autoctoni.

“Predatore contro predatore”, firmata da Clément Fontaine, è una fotografia dedicata all’eterno conflitto tra i giaguari del Pantanal e i caimani. Questa femmina di giaguaro, dopo un pomeriggio di caccia sfortunata, vede un caimano nell’acqua e vi balza sopra. Dopo una breve lotta sott’acqua, riemerge con la preda stringendola tra le fauci per cercare di trascinarla fuori e portarla ai propri cuccioli.

“Combattimenti tra lepri di montagna”, di Johansen Arnfinn, è uno scatto realizzato di notte nell’entroterra norvegese all’inizio della primavera. Aprile, infatti, è il periodo dell’anno in cui le lepri lottano per il diritto di accoppiamento: nella foto due maschi stanno combattendo, sollevando fiocchi di neve tutt’intorno, e le loro sagome si stagliano sullo sfondo nero.

Climi estremi

Freddo glaciale e caldo torrido sono due degli estremi climatici raccontatati da due scatti che chiudono la “Top ten” della sezione “Animali nel loro ambiente” del Siena International Photo Awards 2022.

“Occhi gialli e naso rosso”, di Ignacio Medem, ci mostra la straordinaria bellezza del gatto di Pallas. Si tratta di una specie diffusa in Asia centrale, la cui sopravvivenza è messa in pericolo dalla distruzione dell’habitat naturale e dalla mancanza di prede. Questo esemplare sembra prendere il sole tra le piante ghiacciate. Grazie a una pelle particolarmente spessa, questo felino non risente di temperature che sfiorano i -30°C.

“Da un sogno”, di Sabrina Schumann, ci porta invece al limitare della savana, all’interno di una foresta di albida, pianta che fornisce sostentamento con i suoi baccelli a tutti gli animali che vivono nel parco e ombra dal caldo tremendo della stagione secca. Un elefante maschio adulto cammina verso la fotografa attraversando un arco perfetto creato dai bellissimi alberi.

(Foto d’apertura: Amos Nachoum, SIPA)

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