Elezioni, le promesse dei partiti su animali e biodiversità

Alessio Pagani | sabato 17 settembre, 2022

La loro tutela è fra i temi sensibili, ma non tutte le forze politiche se ne sono fatte carico convintamente nel proprio programma elettorale. Tra i più attivi, l'Alleanza Verdi – Sinistra Italiana. Ma il Garante nazionale lo propongono quasi tutti.

Poco, in alcuni casi pochissimo spazio, agli animali. Nei programmi elettorali dei partiti in corsa per le elezioni politiche del 25 settembre l’ambientalismo che si respira, salvo eccezioni, è rarefatto. E questo nonostante l’invito di ben 13 associazioni animaliste – ALI, Animal Equality Italia, Animalisti Italiani, CiWF Italia, ENPA, Essere Animali, Humane Society International, LAC, LAV, LEIDAA, LNDC Animal Protection, OIPA e Save the Dogs and Other Animals – riunite per l’occasione nel manifesto “Anche gli animali votano”, elaborato proprio come guida per partiti e candidati. Sono le associazioni, a pochi giorno dal voto, a raccontare come sono andate le cose. «Sono pochi i partiti che hanno scelto di dedicare un intero capitolo del proprio programma elettorale alla tutela degli animali e di aderire a tutte le sei macro-aree di intervento del manifesto», sottolineano da Essere Animali. Tra questi, abbiamo verificato analizzando i singoli documenti depositati delle forze politiche: Alleanza Verdi – Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, Unione Popolare, Lega e Italexit.

Tutti d’accordo sul Garante nazionale

Ma se in pochi hanno risposto “presente” all’appello, «a prescindere da chi vincerà il 25 settembre, stando a quanto dichiarato nei programmi elettorali, il prossimo parlamento e il prossimo governo saranno impegnati a istituire finalmente la figura del Garante nazionale dei diritti degli animali, a inasprire e rendere più efficaci le pene contro i maltrattamenti degli animali, a rendere meno costosa la vita delle famiglie che vivono con animali rendendo equa l’Iva su cibo e le prestazioni veterinarie». Diverse forze politiche hanno fatto proprie, infatti, queste proposte. In particolare si sono mosse in questa direzione Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, +Europa, Partito democratico, M5S, Unione Popolare e Italexit. Scendendo nel dettaglio dell’analisi dei singoli programmi delle compagini principali emergono poi da un lato grande attenzione, e dall’altro preoccupanti dimenticanze.  

Gli assenti

È il caso di Azione – Italia Viva Calenda, di Italia Sovrana e Popolare e di Alternativa per L’Italia – No Green Pass: nei loro programmi non ci sono riferimenti alla salvaguardia e benessere degli animali.

Sinistra Italiana e Verdi

A dedicare, invece, un corposo capitolo agli animali è l’alleanza fra Sinistra Italiana e Verdi. Si parla di molte cose. Per esempio, di raggiungere il 30% di aree protette e del 10% a stretta protezione, secondo le indicazioni comunitarie, di abolizione della caccia e di norme per rendere legalmente gli animali esseri senzienti. Proposte anche per l’aumento delle pene per reati e maltrattamenti, la realizzazione di strutture e l’istituzione di un numero unico d’intervento. Spazio, inoltre, al discorso sul «possesso responsabile» degli animali d’affezione con la promozione delle sterilizzazioni, la lotta al randagismo, lo stop alla vendita online e offline di animali e la «riduzione dell’aliquota Iva su cibo per animali e prestazioni veterinarie». All’ordine del giorno anche l’abolizione della caccia, l’attuazione della legge-delega approvata dal Parlamento nel luglio scorso per il superamento dell’uso degli animali in circhi e spettacoli viaggianti, estendendolo ai delfinari. E poi ancora la disincentivazione e una migliore disciplina dei trasporti di animali e l’introduzione dello stordimento preventivo obbligatorio in tutti i tipi di macellazioni come già deciso da altri Paesi europei. Non manca infine il superamento della sperimentazione animale scientifica. 

Movimento 5 stelle

Nel programma c’è un intero capitolo dedicato agli animali. Tra i punti salienti, la «progressiva abolizione della caccia a partire dal divieto di accesso ai terreni privati e il contrasto al bracconaggio». Spazio poi all’aumento delle pene per chi commette violenze o maltrattamenti sugli animali e il «cashback veterinario», per ricevere direttamente sul conto corrente le detrazioni connesse alle spese veterinarie e per farmaci acquistati con pagamento elettronico.

Unione popolare

Anche la forza politica guidata dall’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, dedica spazio alla tutela della natura. Otto i punti, più uno legato al potenziamento dei Centri di recupero degli animali selvatici, presenti nel documento programmatico del partito. Si va dal «divieto dei circhi con animali, degli zoo, dei delfinari, degli acquari e dei parchi acquatici e del trasporto a trazione animale su tutto il territorio nazionale», fino all’incentivazione di «metodi di ricerca alternativi a quelli basati sulla sperimentazione animale». Spazio poi al riconoscimento giuridico dei rifugi/santuari per animali liberi e al sostegno in sede europea della proposta di nomina di un Commissario europeo per i diritti animali.  

Partito democratico

Analizzando, invece, il programma del Pd si scorge solo una voce “animali”, seguita da due righe testo. «Per tutelare i diritti degli animali rafforzare le sanzioni per il contrasto ai maltrattamenti e potenziare la diffusione delle strutture di accoglienza». 

Impegno Civico

La formazione di Luigi Di Maio punta molto sull’iniziativa, peraltro condivisa da diverse forze politiche, dell’istituzione di un Garante nazionale per il benessere e i diritti degli animali, che riassuma in sé molte delle prerogative oggi spalmate su diversi ministeri e dipartimenti. 

+Europa

Nel centrosinistra è tra i partiti che hanno dedicato più attenzione alle tematiche naturali. Sette i punti proposti, con un certo peso della pesca, ignorata da molti altri. Si parte dalle limitazioni «al trasporto di animali vivi per ragioni legate alle produzioni alimentari con incentivi, invece, alla distribuzione dei prodotti semi-lavorati utilizzando la catena del freddo»; si promette di«ridurre la pesca intensiva, vigilare efficacemente sul divieto di utilizzo di sistemi di pesca non sostenibili; raggiungere la protezione di un terzo delle aree marine per garantire ripresa e conservazione delle popolazioni ittiche planetarie». Spazio poi «all’abbassamento al 10% dell’Iva sui trattamenti sanitari e sul cibo per gli animali domestici; al contrasto del commercio di animali selvatici e al maggior controllo della cessione di animali domestici per evitare fenomeni che non rispettino il loro benessere».  

Lega

Il partito di Matteo Salvini è il più attento al tema tra le forze di centrodestra. E dedica un’intera sezione del suo programma politico alla “Tutela e benessere degli animali”. Si concentra, in prima battuta, sull’abbassamento dell’Iva sulle prestazioni veterinarie e sul cibo per gli animali domestici, cui aggiunge misure per  limitare randagismo, con tanto di commissione parlamentare dedicata. Ma non solo: si parla di limiti alla vendita di animali e standard minimi nei canili, con la revisione del modello dei bandi per l’assegnazione della gestione dei cani randagi, non prevedendo più la possibilità di gare al ribasso. Altro punto saliente l’inasprimento delle pene per i maltrattamenti e la «creazione di una black list che neghi la possibilità a chi ha commesso illeciti nei confronti di animali di poterne detenere altri». In scaletta anche l’aumento del personale dedicato e formato sulla questione delle tutela del mondo animale nelle Forze di Polizia e una serie di attività di sensibilizzazione per la promozione delle adozioni consapevoli.

Fratelli d’Italia

«A tutela degli animali», si legge nel programma del partito guidato da Giorgia Meloni, «inasprire le pene per i reati contro di loro; campagne di formazione e informazione sul loro rispetto; fermare la tratta illegale dei cuccioli provenienti dall’Est Europa; riconoscimento del ruolo sociale e terapeutico degli animali d’affezione. Tutela delle specie e della biodiversità».  

Forza Italia

Nel programma pubblicato sul sito del partito di Silvio Berlusconi gli animali vengono citati nella parte relativa alla salute. Lì, infatti, c’è la «valorizzazione dell’approccio “one health”, che connetta la salute degli esseri umani, quella degli animali e la salubrità dell’ambiente». Da attuarsi grazie al sostegno «all’adozione degli animali in canili e gattili, inasprimenti di pena per coloro che li maltrattano». Senza dimenticare la «promozione della pet therapy a supporto delle persone con fragilità».  

(Foto d’aprtura: @bentivoglimarco70)

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