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Spunta un cane al posto dell’uccellino di Twitter

È lo shiba inu di un famoso meme, ma anche il simbolo di Dogecoin, la criptovaluta che interessa molto Elon Musk, amministratore delegato della piattaforma social.

di Alessio Pagani

Lo shiba inu si è mangiato l’uccellino di Twitter. No, non è il risultato di una guerra tra meme – uno di quegli elementi culturali che si propagano per imitazione nella sfera del web – ma quello che sta accadendo da diverse ore all’icona del noto social network.  

Dalla serata di lunedì, chi utilizza Twitter tramite un browser – come Google Chrome, Safari o Firefox – ha visto sparire l’uccellino azzurro stilizzato e comparire al suo posto il muso di uno shiba inu. Non uno a caso, ma quello ribattezzato “Doge”, e virale nella Rete ormai dal lontano 2013, nonché logo di una criptovaluta chiamata “dogecoin”, a cui Elon Musk, l’amministratore delegato del social, è da sempre molto interessato.  

Si tratta di un sistema di moneta digitale, simile a quello dei bitcoin, che permette di effettuare transazioni senza necessità di un’autorità centrale. Creata quasi per scherzo è riuscita però, gradualmente, a conquistarsi un’importante fetta di mercato in questo settore. Anche perché a differenza dei bitcoin, il cui numero è finito, nei dogecoin non c’è un tetto alla quantità di valuta che è possibile generare e questo la rende, potenzialmente, più avvicinabile.  

Difficile, però, capire il senso dell’arrivo del suo simbolo nello spazio deputato a ospitare il logo di Twitter. Uno scherzo? Una delle solite trovate di Musk? Interrogativi che al momento non trovano risposta. È certo però che proprio il patron del social, dell’azienda automobilistica Tesla e della società spaziale SpaceX sia un grande sostenitore delle criptovalute e quindi un fan dei dogecoin, di cui in passato ha più volte condiviso i meme, senza lesinare complimenti nei confronti di questo sistema.  

Con questa mossa di Musk, Dogecoin ha incrementato decisamente il suo valore. La quota di mercato della cosiddetta “memevaluta” è aumentata di 2,5 miliardi in poche ore, passando da 7,7 a 10,2 centesimi di euro, pari a un aumento del 30%.  

(Foto d’apertura: IPA)

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