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Scoperto un nuovo serpente, prende il nome da Harrison Ford 

Il rettile, identificato il Perù, è un omaggio curioso all’interprete di Indiana Jones, l’archeologo cinematografico più famoso del mondo che aveva paura solo di questi animali.

di Alessio Pagani

Se l’intento era giocare un piccolo scherzo a Indiana Jones, l’archeologo cinematografico più famoso al mondo, ci sono riusciti. Dalle scorse ore, infatti, il nome di Harrison Ford è associato anche a una specie di serpenti. Dettaglio curioso, considerando che l’attore 81enne è famoso per aver interpretato uno dei personaggi più coraggiosi del mondo, se non fosse proprio per la paura di questi rettili.  

Sarebbe stato proprio il dialogo presente nel film “I predatori dell’arca perduta” – ovvero la frase: «Proprio i serpenti dovevo trovarci!» – a ispirare gli scienziati a rinominare la nuova specie di serpenti scoperta sulle montagne del Perù. Questa varietà sarà così conosciuta come Tachymenoides harrisonfordi e si tratta di rettili sottili lunghi fino a 40 centimetri. Sono giallo-marroncini e hanno una striscia verticale sopra gli occhi color rame, dettaglio che permette loro di confondersi benissimo con l’ambiente circostante. 

La volontà degli scienziati, al di là dell’ironia, è stata onorare l’attore e la sua carriera, sottolineando inoltre il suo ruolo come vice presidente di Conservation International, ente attivo nella tutela ambientale che ha diffuso la notizia sul suo blog ufficiale. Non è però la prima volta che a Ford viene dedicato il nome di un animale appena scoperto. Esistono, infatti, anche una formica e un ragno che portano il suo nome: la Pheidole harrisonfordi e il Calponia harrisonfordi. 

Divertito anche il commento della star. «Questi scienziati continuano a dare il mio nome alle creature, ma sono sempre quelle che terrorizzano i bambini. Non capisco. Passo il mio tempo libero a fare il punto croce. Canto ninne nanne alle mie piante di basilico in modo che non temano la notte!», ha fatto sapere. «Seriamente parlando, questa scoperta ci rende più umili. È un promemoria che c’è ancora così tanto da imparare sul nostro mondo selvaggio e che gli esseri umani sono una piccola parte di una biosfera incredibilmente vasta. Abbiamo un mandato esistenziale per ricucire il nostro rapporto interrotto con la natura e proteggere i luoghi che sostengono la vita». 

(Foto d’apertura: IPA)

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