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La vita dei cani è molto più felice di quella degli esseri umani. Parola di filosofo 

Dopo anni di osservazione dei comportamenti del suo pastore tedesco Shadow, lo scrittore e filosofo gallese Mark Rowlands è arrivato a una conclusione: la vita dei cani è decisamente migliore di quella degli uomini. Per dimostrarlo, l’autore ha pubblicato un libro sul tema, “La felicità dei cani: perché vale la pena vivere una vita senza ricerca”, in cui spiega come la ricerca umana di una costante prospettiva induca a privarci di una felicità che i cani, più spensierati e istintivi, conoscono molto meglio

di Lorenzo Sangermano
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La vita del tuo cane è migliore della tua? Secondo il filosofo e scrittore gallese Mark Rowlands è proprio così e per dimostrarlo ha scritto un libro dal titolo “The Happiness of Dogs: Why the Unexamined Life Is Most Worth Living” (La felicità dei cani: perché vale la pena vivere una vita senza ricerca), uscito per Mondadori anche in Italia come .

Attraverso una combinazione di filosofia, osservazione diretta e scienza cognitiva, Rowlands spiega come i nostri amici a quattro zampe siano in grado di vivere un’esistenza più piena, autentica e significativa rispetto a noi umani.

Professore di filosofia presso l’Università di Miami, Rowlands ha trascorso decenni a studiare la mente degli animali, scrivendo numerosi saggi sull’argomento. Tra le sue opere più celebri figura infatti “Il lupo e il filosofo: lezioni di vita dalla natura selvaggia”, uscito anche in Italia per Mondadori, in cui racconta il suo rapporto con un lupo adottato come cucciolo.

Per il suo ultimo libro ha preso ispirazione dall’osservazione dei comportamenti del suo cane Shadow, un Pastore tedesco che ogni mattina si lancia all’inseguimento di iguana distese a sole lungo il canale dietro casa, un rituale senza sosta che rappresenta per l’animale grande fonte di gioia. Proprio la vista di questa scena ha portato Rowlands a riflettere sulla differenza tra la vita degli esseri umani, spesso tormentata dal dubbio e dalla ricerca del suo significato più profondo, e quella dei cani, apparentemente semplice ma profondamente appagante.

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Un libro che spiega come i nostri amici quattrozampe ci insegnino a vivere con più gioia e autenticità

“I cani vivono la felicità in modo molto più autentico e genuino rispetto a noi”, ha spiegato Rowlands. “Mentre noi siamo creature del dubbio, continuamente impegnate a interrogarci sul senso della nostra esistenza, i cani semplicemente vivono godendosi pienamente ogni momento”.

Secondo il filosofo, la chiave della felicità canina risiede proprio nel fatto che non sono tormentati dalla capacità di riflessione che caratterizza gli esseri umani. Mentre noi viviamo divisi tra il sé che agisce e il sé che osserva e giudica le nostre azioni, gli amici a quattro zampe sono totalmente immersi nel presente, liberi da ogni dubbio o autocritica.

“I cani non si pongono domande sul senso della vita o sul modo migliore di vivere”, ha raccontato Rowlands. “Semplicemente fanno ciò che il loro istinto suggerisce loro di fare, senza alcuna preoccupazione per le conseguenze o il giudizio degli altri. È questa mancanza di riflessione a renderli così felici”.

Per spiegare la differenza fra quattrozampe e umani, Rowlands è ricorso al mito di Sisifo, personaggio della mitologia greca, costretto nell’Ade a spingere un macigno in cima a una collina solo per vederlo rotolare giù di nuovo, in un’eterna condanna priva di senso. Mentre per gli esseri umani il destino cui Sisifo è legato rappresenta la quintessenza dell’esistenza futile, per i cani come Shadow la ripetizione di attività prive di scopo, come l’inseguimento delle iguana, è invece soltanto fonte di gioia e appagamento. 

“Sebbene Shadow non abbia alcuna consapevolezza della sfida di Sisifo, egli l’ha già risolta in modo definitivo”, ha scritto Rowlands. “Il significato giunge a lui in modo naturale come il respiro”.

Nei cani la felicità non è però solo indotta dalla loro mancanza di riflessione. Secondo l’autore, i nostri amici a quattro zampe possiedono anche una straordinaria capacità di provare emozioni positive e di impegnarsi completamente in ciò che fanno senza alcuna riserva. “Quando un cane gioca, quando insegue un bastone o acchiappa una palla, è totalmente immerso in quell’attività”, spiega Rowlands. “Non pensa a se stesso o a cosa gli altri possano pensare, ma semplicemente si abbandona al momento presente con gioia e dedizione assolute”.

Quindi che cosa possono apprendere gli esseri umani dai loro amici a quattro zampe per essere più felici? Secondo Rowlands, la lezione principale è quella di imparare a “essere” piuttosto che “pensare”. Smettere di interrogarsi ossessivamente sul senso della vita e semplicemente lasciarsi andare all’esperienza del presente, liberi da tormenti interiori.

“Non possiamo diventare cani!”, ha ammesso l’autore. “La nostra capacità di riflessione è un dono e una maledizione allo stesso tempo. Ma possiamo imparare a esserne i padroni piuttosto che i servi, e in questo modo avvicinarci alla felicità autentica che i nostri amici a quattro zampe conoscono così bene”.

Foto: IPA

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