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La capitale dei rettili: i serpenti spaventano Roma

Più di 60 avvistamenti in una settimana hanno messo in allarme le associazioni. Nessuna invasione, però, e a mancare è un servizio di salvataggio degli animali.

di Lorenzo Sangermano

In poche settimane la città di Roma è stata protagonista di una serie di avvistamenti di serpenti, che hanno suscitato preoccupazione e richiesto interventi immediati. Cittadini spaventati, non sapendo a chi rivolgersi, hanno iniziato a contattare associazioni ed esperti per ottenere aiuto. Come ha spiegato l’organizzazione Earth, in città però «non esiste un servizio di recupero della fauna selvatica».

L’associazione presieduta da Valentina Coppola ha ricevuto oltre sessanta chiamate nella scorsa settimana da cittadini che segnalavano la presenza di serpenti abbandonati o sfuggiti al controllo dei loro proprietari. Le caratteristiche dei rettili rinvenuti vengono descritte al centralino subissato di chiamate. Coppola afferma che gli avvistamenti di serpenti sono ormai all’ordine del giorno e che l’associazione cerca di identificare il rettile e fornire indicazioni su come comportarsi, nel caso si tratti di specie innocue. Nel caso invece di vipere, vengono immediatamente allertate la Protezione civile e i Vigili del fuoco.

A essere differenti, sono le procedure per il recupero dei serpenti. A volte vengono inviate immagini prese dal web per fare una segnalazione, il che complica la situazione. Valentina Coppola consiglia di contattare il 112 o il 115 inizialmente per confermare la veridicità delle foto, dopodiché viene chiamata per l’identificazione e l’intervento, nel caso si tratti di un serpente pericoloso. I differenti metodi di lavoro hanno un denominatore comune: il coinvolgimento di soggetti privati, come associazioni o singoli esperti, per l’identificazione delle specie selvatiche e la cattura degli esemplari. Earth afferma di rivolgersi alla Protezione civile e ai Vigili del fuoco nel caso di serpenti velenosi, mentre altri vengono contattati direttamente dal 112.

Secondo Daniele Lunerti, etologo romano, i Carabinieri e i Forestali aiutano a mettere in sicurezza il sito di intervento, ma la cattura è eseguita da esperti. In Italia, a essere “certificati”, sono però in pochi in quanto è necessario disporre di adeguati permessi per il trasporto di questi animali. Il numero limitato di esperti ha un impatto sugli interventi possibili. Fortunatamente, molte segnalazioni riguardano specie innocue che entrano in contatto con ambienti antropizzati, e non richiedono l’attività di esperti.

La gestione della fauna selvatica comporta dei costi. Lo Stato mette a disposizione il numero unico per le emergenze e il personale per garantire la pubblica sicurezza. Le associazioni che ricevono le chiamate sopravvivono grazie alle donazioni private o ai rimborsi spese forniti ai singoli esperti. Il costo della cattura o della richiesta di intervento spetta invece al singolo cittadino. La regione ha il compito di stipulare piani di contenimento, come nel caso dei cinghiali, ma non si occupa della cattura dei singoli esemplari, e di una rete pubblica di recupero della fauna selvatica non c’è ancora traccia.

L’esigenza di questo servizio sta però crescendo. Anche se alcune segnalazioni riguardano serpenti innocui, ci sono specie considerate pericolose che stanno aumentando di numero. La presenza di una tartaruga azzannatrice catturata più volte in due mesi ne è un esempio evidente. 

Nessuna invasione, dice rassicurando Daniele Macale, capo del reparto del rettilario del Bioparco di Roma. Per l’esperto la presenza di serpenti indica un ecosistema e una catena alimentare che funzionano correttamente. La questione dei rifiuti non è strettamente correlata, sostiene Macale, poiché i serpenti in Italia sono di piccole dimensioni e si nutrono principalmente di piccoli animali.

In caso di incontro con uno degli esemplari, è importante fare attenzione, ma gli «affamati serpenti pronti ad attaccare la giugulare» non fanno parte dell’ecosistema locale, afferma l’esperto. L’educazione, inclusa l’istruzione scolastica, è fondamentale per combattere i pregiudizi verso questi rari animali che sono protetti dalla legge. Tutti i serpenti sono infatti tutelati da norme che ne proibiscono l’uccisione, la cattura e il disturbo, in quanto svolgono un ruolo cruciale nell’equilibrio dell’ambiente.

(Foto d’apertura: Facebook/EARTH ODV)

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