I bombi europei sempre più a rischio
Secondo gli ultimi dati, nello scenario peggiore, oltre il 75% delle specie potrebbe essere in pericolo nei prossimi 40-60 anni.
di Alessio Pagani
Diventa fosco il futuro dei bombi europei. Insetti importantissimi, anche se spesso considerati marginali, proprio perché straordinari impollinatori. Un nuovo studio pubblicato su Nature ha gettato, infatti, una luce preoccupante sulla situazione di queste specie. Secondo le proiezioni, nel peggiore dei casi, oltre il 75% delle specie potrebbe essere a rischio nei prossimi 40-60 anni. Questi dati sono stati ottenuti attraverso l’analisi delle popolazioni di bombi e mettono in evidenza la crescente minaccia rappresentata dalla degradazione degli habitat e dalle alterazioni climatiche causate dall’attività umana.
Il rapporto indica che la conservazione delle popolazioni di bombi è fondamentale non solo per la sopravvivenza di questa specie, ma anche per l’ecosistema nel suo insieme. Circa il 90% delle piante selvatiche e la maggior parte delle piante coltivate beneficiano infatti della loro impollinazione, rendendo i bombi, appartenenti al genere Bombus, una componente cruciale dell’ecosistema nelle regioni fredde e temperate dell’emisfero settentrionale.
Uno dei risultati più preoccupanti è che tra il 38% e il 76% delle specie di bombi europei attualmente considerate non minacciate potrebbe vedere ridursi il loro territorio ecologicamente adatto di almeno il 30% entro il 2061-2080. Questo rappresenta un serio rischio per la sopravvivenza di molte di queste specie, in particolare quelle provenienti da ambienti artici e alpini, che potrebbero essere sull’orlo dell’estinzione in Europa, con una prevista perdita di almeno il 90% del loro territorio. Tuttavia, c’è una speranza, secondo i ricercatori: alcune parti della Scandinavia potrebbero diventare rifugi per le specie di bombi spostate o minacciate, anche se non è chiaro se queste regioni possano essere influenzate dai cambiamenti causati dall’attività umana.
Gli autori dello studio sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per comprendere gli effetti delle variazioni climatiche e dei cambiamenti nell’habitat su scala più fine. Tuttavia, i risultati attuali evidenziano l’urgenza di adottare misure di conservazione e politiche che mitighino l’impatto dell’umanità su ecosistemi così importanti.
(Foto d’apertura: IPA)
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