Attenti al pesce scorpione. Due esemplari avvistati nel mar Ionio della Calabria
Si tratta di una specie “aliena” riconoscibile dai lunghi aculei velenosi. E si stanno diffondendo nel Mediterraneo a causa dell’aumento delle temperature.
di Alessio Pagani
Allarme pesce scorpione nelle acque del mar Ionio che bagnano le coste della Calabria. È quello che ha lanciato l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, dopo la conferma di due avvistamenti. Episodi distinti, registrati a poche ore di distanza uno dall’altro che rappresentano un campanello d’allarme sulla diffusione di queste creature “aliene” ma ormai di casa nel Mediterraneo a causa dell’aumento delle temperature.
Il primo Pterois miles, questo il nome scientifico della specie originaria del Mar Rosso riconoscibile per essere maculata e con lunghi aculei, è stato catturato in località “Le Castella” (KR) da alcuni pescatori professionisti alla profondità di circa 24 metri, il secondo avvistato e fotografato durante un’immersione lungo le coste di Marina di Gioiosa Ionica (RC), a circa 12 metri di profondità. Si conferma così la diffusione anche nei nostri mari di questi pesci potenzialmente pericolosi per il loro veleno.
«Entrati dal Canale di Suez, per la prima volta intorno al 1991, hanno già colonizzato con abbondanti popolazioni i settori più orientali del Mediterraneo e si stanno velocemente espandendo verso ovest, favoriti dall’aumento delle temperature», sottolinea l’ISPRA. «La specie è stata segnalata per la prima volta in Italia nel 2016 nella Sicilia sud-orientale ed tra le più invasive al mondo: è nota, infatti, per aver invaso gran parte delle coste Atlantiche occidentali con imponenti impatti ecologici».
Per l’uomo, poi, è un potenziale pericolo da non sottovalutare: sulle pinne dorsale, anale e pelviche presenta spine velenose, molto lunghe e sottili e la puntura può causare gravi danni a chi la subisce, in rari casi anche con esito letale. «Il veleno», avverte poi l’ISPRA, «si mantiene attivo dalle 24 alle 48 ore dopo la morte del pesce, per cui la sua pericolosità resta elevata anche in caso di esemplari morti da diverse ore».
A rendere possibile la conferma di questi avvistamenti sono state proprio le segnalazioni delle persone protagonisti degli incontri ravvicinati con questi “alieni” dei mari. Da tempo, infatti, è stata lanciata una campagna con l’invito a chiunque veda presunti pesci scorpione, ma anche pesci palla maculati e i pesci coniglio, di farlo sapere mandando fotografie o video via WhatsApp al numero dedicato 3204365210, o attraverso il gruppo Facebook Oddfish con l’hashtag #Attenti4. Esiste, poi, una campagna di comunicazione apposita per fare informazione su queste specie realizzata dal governo insieme al Comando generale delle capitanerie di Porto, all’ISPRA, al CNR e al progetto AlienFish dell’associazione Ente fauna marina mediterranea (EFMM).
(Foto d’apertura: IPA)
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