A 70 anni dalla scomparsa, in India nascono 4 cuccioli di ghepardo
Il programma di reintroduzione di questi felini ha iniziato a dare i suoi frutti. E ora il Paese è il solo in cui vivono insieme a leopardi, leoni, tigri, e leopardi delle nevi.
di Alessio Pagani
In India nascono di nuovo i ghepardi. Se nel 2022, a 70 anni dalla loro scomparsa, 8 di questi animali – i più veloci al mondo – avevano fatto ritorno grazie al programma di reintroduzione in natura, adesso si può festeggiare l’arrivo dei primi cuccioli. Due dei grandi felini provenienti dalla Namibia infatti si sono accoppiati e nelle scorse settimane, all’interno del perimetro del Kuno national park wildlife sanctuary, sono venuti alla luce quattro cuccioli.
Per l’’India questo è un traguardo storico dal punto di vista ambientale e faunistico: è l’unica area del mondo in cui sono presenti insieme leopardi, leoni, tigri, leopardi delle nevi e, appunto, ghepardi.
Ma non solo. La nascita di questi quattro piccoli è anche un incredibile successo per la conservazione di questi animali che, in natura, ormai si trovano solamente nell’Africa meridionale e orientale, in particolare in Namibia, Botswana, Kenya e Tanzania, e Sudafrica con meno di settemila esemplari rimasti allo stato brado, secondo le stime di diverse organizzazioni animaliste. C’e ne sono una manciata, forse 12, anche in Iran ma storicamente questi animali, prima della caccia spietata, vagavano per tutto il Medio Oriente e nell’India centrale, nonché nella maggior parte dell’Africa subsahariana.
Congratulations 🇮🇳
— Bhupender Yadav (@byadavbjp) March 29, 2023
A momentous event in our wildlife conservation history during Amrit Kaal!
I am delighted to share that four cubs have been born to one of the cheetahs translocated to India on 17th September 2022, under the visionary leadership of PM Shri @narendramodi ji. pic.twitter.com/a1YXqi7kTt
Da qui il piano di reintroduzione pensato per ridare ai ghepardi la loro distribuzione originaria: attivato lo scorso settembre, ha visto poi un ulteriore rilascio di dodici esemplari provenienti dal Sudafrica. Azioni che dovrebbero proseguire fino ad arrivare alla liberazione di almeno 50 esemplari entro i prossimi cinque anni.
«Riportare in queste zone un predatore al vertice della catena alimentare ripristina l’equilibrio evolutivo storico, con conseguenti effetti positivi a cascata, che portano ad una migliore gestione e ad un ripristino dell’habitat con benefici per tutte le specie», ha chiarito Jhala Yadvendradev, direttore scientifico del “Progetto Ghepardo”.
(Foto d’apertura: Bhupender Yadav)
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