Cosa attira le zanzare? Scienza e chimica svelano i segreti delle punture
I piccoli insetti non scelgono le loro prede a caso, ma seguendo odori specifici che provengono dal sudore delle vittime. Se hai il sangue del gruppo 0, tieni a portata di mano uno spray repellente. E se bevi una birra o sei vestito di rosso, sei “fritto”!
di Lorenzo Sangermano
Le zanzare, con il loro fastidioso ronzio e le loro punture pruriginose, sono spesso considerate una piaga estiva. Ma cosa le spinge a preferire alcune persone rispetto ad altre? La risposta è nascosta nella complessa interazione tra fattori genetici, chimici e ambientali. Recentemente, diversi studi hanno cercato di svelare i segreti delle “preferenze” delle zanzare, gettando luce su ciò che le spinge a scegliere le loro… vittime.
La superficie della nostra pelle è una vera comunità di microrganismi, che variano in base al nostro patrimonio genetico, alla dieta, allo stile di vita e ai cambiamenti ormonali. Questi ultimi possono convertire le secrezioni delle ghiandole sudoripare in composti chimici volatili che attirano le zanzare in gran numero. Secondo uno studio britannico, ad allettarle sono soprattutto acido lattico, acido urico e ammoniaca presenti nel sudore di ogni individuo.
L’attività fisica all’aperto aumenta le possibilità di essere punti dalle zanzare, sia a causa delle sostanze contenute nel nostro sudore (come l’acido lattico) sia per l’aumento della nostra temperatura corporea. Dunque è probabile che le persone più attive siano gli obiettivi preferiti da questi insetti.
Le zanzare possono rilevare l’anidride carbonica che emettiamo attraverso la respirazione e la traspirazione anche a 50 metri di distanza. Le persone in sovrappeso sono particolarmente vulnerabili, poiché producono una maggiore quantità di anidride carbonica. Al contrario, i bambini tendono ad essere meno punti rispetto agli adulti, poiché producono meno anidride carbonica.
La genetica sembra svolgere un ruolo cruciale nel determinare le preferenze delle zanzare, che ricadono su specifici tipi di sangue, come quello del gruppo 0 rispetto ai gruppi A e B. Uno studio dell’Institute for Biological Pest Control ha rivelato che circa l’85% delle persone emette una sostanza chimica attraverso l’odore della pelle che segnala il proprio gruppo sanguigno alle zanzare.
I colori degli indumenti che indossiamo possono anche influenzare il rischio di essere punti. Questi insetti sono attratti da colori scuri come nero, rosso, grigio e blu, mentre tendono a ignorare colori come kaki, verde e giallo. Inoltre, uno studio pubblicato sul “Journal of American Medicine” ha rivelato che il consumo di birra aumenta l’attrattiva per le zanzare, poiché altera l’odore del corpo.
Uno studio condotto dai ricercatori del Virginia Tech certifica poi che alcuni saponi possono influenzare l’attrattività per le zanzare. Tuttavia, questo è solo l’inizio di una ricerca che analizza come il mix di odori personali e di prodotti alteri il comportamento delle zanzare.
In Zambia un team di ricercatori ha esaminato le preferenze di questi insetti in condizioni naturali, utilizzando il corpo dei partecipanti per testare le loro reazioni. Gli scienziati hanno capito così che gli acidi carbossilici e altre sostanze odorose li attraggono. «Una scoperta importante del nostro studio è che gli acidi carbossilici e l’acetoino sono associati ad un’elevata attrazione, mentre l’eucaliptolo è associato a una bassa attrattività per la zanzara della malaria Anopheles gambiae.
Studi precedenti avevano già osservato che gli acidi carbossilici sono associati ad un’elevata attrattiva per la zanzara della febbre gialla Aedes aegypti», ha spiegato David Girardo, professore della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e co-autore dello studio.
Ancora da sviluppare, la ricerca sulle “preferenze” delle zanzare è fondamentale per sviluppare strategie di prevenzione delle malattie trasmesse da questi insetti, come la malaria, appunto, la dengue e altre.
(Foto d’apertura: IPA)
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