«Salviamo Tina dall’abbattimento». Petizione contro la decisione dell’Asl
L’animale è un ibrido cinghiale – maialino vietnamita. È cresciuta insieme a una famiglia e ai suoi cani ed è sana e completamente domestica.
di Alessio Pagani
Le firme continuano a crescere, minuto dopo minuto. La corsa contro il tempo per salvare la vita a Tina, nata da mamma maialino vietnamita e papà cinghiale, è in atto. E la mobilitazione popolare è fortissima. Tanto che sono già state raccolte quasi 30mila sottoscrizioni. L’appello, rilanciato anche dal Rifugio Miletta, associazione di volontariato e Cras della provincia di Novara, chiede una cosa sola: salvare la vita all’animale, sanissimo e senza alcune colpa. Anche per questo è già stato presentato ricorso con richiesta urgente di sospensiva al Tar, firmata dall’avvocata Angelita Caruocciolo.


La vicenda di questa maialina di Castelletto Ticino, in provincia di Novara, inizia lo scorso agosto. Quando Tina – che era entrata a far parte della famiglia di Gabriele quando aveva pochi giorni di vita ed è stata allatta con il biberon, crescendo poi con suo figlio, Dyami, e i suoi cani – diventa oggetto di un sopralluogo dei carabinieri forestali, polizia provinciale e veterinari dell’Asl. Al proprietario viene contestata la detenzione di un ibrido cinghiale – suino domestico. Scatta il sequestro amministrativo di Tina, che, però, rimane affidata in custodia a Gabriele, che deve pagare anche una la sanzione di 400 euro e seguire le prescrizioni dell’Asl. «Tutto faceva pensare che la situazione si sarebbe risolta positivamente, ma lo scorso gennaio l’Asl si ripresenta per una nuova ispezione», si legge nella nota diffusa dal Rifugio Miletta, «imponendo misure di bio sicurezza diverse rispetto alla visita precedente e, senza lasciare il tempo a Gabriele di attuarle. E lo stesso giorno, impone l’abbattimento di Tina».
«Siamo sconcertati per la mancanza di senso in tutta questa vicenda», aggiunge Alessandra Motta, presidentessa di Rifugio. «Tina è un animale cresciuto per essere amato e non consumato, un animale sano, come risulta dagli accertamenti che la stessa Asl ha fatto, un animale detenuto in condizioni di biosicurezza, come attestato dai documenti fotografici inviati all’Asl nei giorni seguenti a quel fatidico 23 gennaio. Riteniamo assolutamente ingiustificata, nonché moralmente inaccettabile, l’imposizione di abbattimento».
(Foto d’apertura: Rifugio Miletta)
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