Gettò in mare il suo cane legato a una pietra, condannato dal Tribunale di Trapani

Alessio Pagani | venerdì 1 luglio, 2022

All’uomo, ritenuto responsabile di maltrattamento di animali, sono stati inflitti 5 mesi di reclusione. La cagnolona, salvata, ora vive felice con una nuova famiglia.

Pensava di farla franca. Di gettare il suo cane in mare con una pietra legata al collo. Invece l’animale si è salvato, un vero miracolo, e il Tribunale di Trapani ha condannato l’uomo in primo grado per maltrattamento di animali a 5 mesi di reclusione, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento delle parti civili. Questi i provvedimenti emessi dal giudice nei confronti dell’uomo che il 14 luglio 2018 a Custonaci, in provincia di Trapani, aveva lanciato una cagnetta in mare legandola a una grande pietra per poi allontanarsi. Mia, questo il nome della coraggiosa quattro zampe, era incredibilmente riuscita a salvarsi grazie anche all’aiuto dei tanti bagnanti intervenuti. Per lei, grazie all’ENPA, era iniziata fin da subito una nuova vita con una famiglia in grado di prendersene cura. Ma non solo. L’Ente Nazionale Protezione Animali si era costituita parte civile proprio con l’intenzione di veder punito quel crimine. «Per Mia», sottolinea Carla Rocchi, presidente nazionale ENPA, «c’è stato un lieto fine ed è riuscita a salvarsi, ma troppi sono gli animali vittime di maltrattamento e uccisioni che non sono stati così fortunati. Bene la condanna del Tribunale di Trapani anche se chi compie gesti così disumani, orribili e vigliacchi meriterebbe pene ancora più severe. Stiamo parlando di un uomo che ha legato il proprio cane a una corda assicurata a una grossa pietra allo scopo di abbandonarlo e ucciderlo e che, non riuscendo nell’intento, resosi conto che il cane annaspava in acqua, ha voltato le spalle e se ne è andato».  Ma Mia è stata più forte della sua indifferenza e della sua violenza. Tanto da aver ripreso a scodinzolare felice, in una casa piena di amore.

(Foto: ENPA)

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