Covid, il fiuto dei cani si conferma la risorsa più efficace 

Alessio Pagani | martedì 3 gennaio, 2023

Che fossero molto affidabili era già noto da mesi. In Germania, però, hanno superato anche la prova del campo: testando ben 3mila persone prima di quattro concerti. Con una precisione altissima.

Hanno individuato le persone positive al Covid con una precisione altissima, prima ancora che facessero il tampone. È il risultato della sperimentazione fatta in Germania nei giorni scorsi direttamente sul campo. A otto cani addestrati di varie razze sono stati presentati campioni di sudore di 2802 spettatori prima di 4 eventi musicali. La maggior parte dei partecipanti umani è stata vaccinata contro il Covid-19, ma ciò non ha influito sulla capacità dei cani di rilevare infezioni attive. I cani hanno impiegato circa 1 o 2 secondi per annusare ogni campione e hanno prodotto solo 2 risultati falsi positivi e 1 risultato falso negativo. «Per un altro paziente, ‘identificazione positiva dell’infezione da coronavirus da parte di 2 cani è stata, poi, confermata da un test PCR effettuato due giorni dopo, suggerendo che i cani potrebbero essere in grado di rilevare un’infezione prima della diffusione del virus», hanno scritto gli autori dello studio tedesco su BMJ Global Health. Complessivamente, il test con i quattrozampe ha avuto un valore predittivo positivo del 70% e un valore predittivo negativo del 99,7%.  

“Già precedenti studi hanno scoperto che i cani possono identificare le infezioni da Sars-Cov2 con elevata accuratezza diagnostica, ma la nuova ricerca lo ha dimostrato in condizioni di screening di massa del mondo reale», hanno aggiunto i ricercatori tedeschi. «I quattrozampe potrebbero così diventare una risorsa indispensabile specialmente in aree o Paesi con infrastrutture di test o mezzi finanziari limitati e possono fornire un’opzione di screening rapida e affidabile per eventi pubblici in cui è richiesto uno screening di massa». Risultato cui era arrivata anche un’analoga ricerca italiana i cui esiti erano stati diffusi nel febbraio del 2022. Portato avanti dall’Università politecnica delle Marche, lo studio aveva come obiettivo quello di dimostrare come cani ben addestrati possano rilevare i positivi al Sars-Cov2 senza ricorrere a prelievi e test invasivi e costosi. E anche in quel caso, su 1.251 persone annusate, il rilevamento si è dimostrato corretto con una percentuale tra il 98 e il 100%.  

(Foto d’aperura: IPA)

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