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Il detective che ritrova gli animali scomparsi con il drone termico

Appassionato di tecnologia, l’ex detective della Polizia Chad Tavernia ha messo a disposizione le sue abilità investigative per una nuova attività: la ricerca di animali scomparsi. Contattato da proprietari disperati, dall’inizio del 2024 ha rintracciato oltre 40 esemplari di cani, gatti, cavalli e bovini grazie all’utilizzo del suo drone termico, un servizio che offre a pagamento in base alla distanza da coprire

di Lorenzo Sangermano
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Sullo schermo di un drone, un puntino rosso risalta al centro di una distesa innevata. E’ il momento più felice, l’indagine è stata risolta.
E’ questo che Chad Tavernia, un ex poliziotto diventato uno dei più famosi “pet detective”, vede al centro del monitor quando la sua attrezzatura rileva la presenza di un animale scomparso: un cane disperso magari da giorni, un gatto scappato da casa, ma anche un cavallo fuggito dal recinto. Per seguire le loro tracce, sempre più proprietari si rivolgono a lui.

Per Tavernia, appassionato di fotografia aerea con i droni, tutto ha avuto inizio per caso quando ha iniziato a condividere sui social le immagini degli animali selvatici avvistati durante i suoi voli. Nel gennaio del 2024 una donna del Vermont lo ha contattato dopo la scomparsa del suo cane, Otis, svanito nel nulla da più di sei giorni. “Se riesco a far volare il drone sopra il cane, sono sicuro di trovarlo”, ha assicurato Tavernia alla proprietaria.
E così è stato: dopo solo un’ora e mezza di ricerche aeree, il detective ha localizzato il quattrozampe in un acquitrino a circa un miglio da casa, permettendone così il ritrovamento.

Il passaparola è stato immediato. I proprietari di animali smarriti, spesso nel panico e con poche speranze, hanno iniziato a contattarlo e da quel momento la sua attività è decollata. In un anno Tavernia ha infatti ritrovato oltre 40 cani, ma anche gatti, cavalli e bovini, un successo che lo ha portato a perfezionare le sue tecniche di ricerca e ad affinare l’utilizzo dei droni.

per Interno
Il pet detective con il drone termico dopo una missione compiuta: eccolo accanto a madre e figlio commossi dopo aver riabbracciato il loro cane scomparso nella neve.



Ma quale metodo utilizza il “pet detective”? Prima di tutto Tavernia raccoglie informazioni dettagliate sull’animale: razza, età, carattere e soprattutto le circostanze della scomparsa. Questi elementi sono fondamentali per capire dove l’animale potrebbe essersi diretto.
Dopo aver studiato con attenzione la zona attraverso l’uso di Google Maps, entra in gioco l’utilizzo del suo drone. Equipaggiato con una termocamera, il velivolo sorvola l’area scansionando il territorio alla ricerca di fonti di calore. Anche in condizioni di freddo estremo, infatti, gli animali emettono calore corporeo, una traccia che viene captata dalla termocamera e trasformata in un’immagine visibile sotto forma di un piccolo punto rosso in un mare di blu e verde.

“È come cercare un ago in un pagliaio, ma con il drone è molto più veloce”, ha spiegato Tavernia. “Posso coprire centinaia di acri in poco tempo, anche in zone impervie dove sarebbe impossibile arrivare a piedi”. Una volta individuato l’animale, Tavernia comunica la posizione al proprietario, che viene guidato sul posto tramite un radiocomando.

Anche se il drone termico è molto efficace, evidentemente non può garantire la soluzione di tutti i casi. I salvataggi degli animali scomparsi, soprattutto durante l’inverno, dipendono anche dalla tempestività della chiamata e dalle condizioni di salute del cane o del gatto: alcuni non ce la fanno a sopravvivere alle intemperie o agli incidenti. Altri fuggono invece ancora più lontano spaventati proprio alla vista del drone. E poi ci vuole sempre almeno un pizzico di fortuna.
“Il drone termico non è purtroppo una bacchetta magica”, ha detto l’ex detective, “è uno strumento potente, ma non può fare l’impossibile”.

Il servizio offerto da Tavernia ha un costo che varia dai 300 ai 600 dollari, a seconda della distanza da coprire, ma per molti proprietari rappresenta l’ultima speranza di ritrovare il proprio amico a quattrozampe. Come nel caso di Aurora, una cucciola di American Bully-Golden Retriever scomparsa da casa a Burke, nello stato di New York.
La temperatura era di molti gradi sotto lo zero e la neve alta aveva cancellato ogni traccia della cagnolina. Dopo quasi 24 ore di ricerche, la coppia di proprietari ha contattato Tavernia, che in poco meno di un’ora e mezza è riuscito a individuare l’animale rannicchiato per il gelo in un campo di mais, a circa 5 chilometri da casa. “A quel punto ho guidato via radio il padrone fino al luogo esatto in cui si trovava Aurora”, ha raccontato il “pet detective”, “e quando l’ha finalmente raggiunta e chiamata per nome la sua coda ha iniziato a muoversi. Era affamata e infreddolita, ma illesa”.
Nel caso della cagnolina Aurora, la salvezza è arrivata dal cielo.

In apertura, come si vede sul monitor la scena sottostante ripresa dalla telecamera termica del drone.
Foto: Facebook / North Country Drone Search & Recovery

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